Inter: quando la svolta tattica?

Una squadra a proprio agio solo con il 4-2-3-1, che nonostante tutto, pur difendendo bene, riesce a creare poco e rischia di affidarsi alle singole giocate.

di Francesco Ioculano
Francesco Ioculano
(2 articoli pubblicati)
FC Internazionale v AC Milan - Serie A

Quando Spalletti arrivò all'Inter, all'inizio della scorsa stagione, con gli uomini a disposizione e seguendo il suo credo tattico, impostò la squadra con il 4-2-3-1, un modulo che anche precedentemente la squadra era abituata a interpretare pur se con dettami diversi.

Il campionato 2017/2018 vide finalmente un'Inter più squadra: sicuramente dal punto di vista mentale, grazie al lavoro psicologico del mister, ma anche sul campo. Infatti sorprendentemente alla fine del girone di andata era tra le prime posizioni, per poi crollare nella fase cruciale della stagione, ma riuscendo a ritrovare la via, qualificandosi all'ultima giornata ai danni della Lazio, per la Champions League.

Il gioco dell'Inter lo scorso anno si sviluppava molto sule fasce laterali, con l'azione che iniziava dalla difesa per trovare poi ampiezza con Candreva e Perisic che saltando l'uomo mettevano spesso in condizione Icardi, di chiudere a rete.

Quando poi l'Inter andò in crisi di gioco, poiché gli avversari avevano imparato a chiudere questo tipo di soluzione, i nerazzurri ritrovarono la loro identità, con alcune varianti: Brozovic finalmente scoperto regista basso e un rientrato Rafinha, capace di fare da raccordo tra il centrocampo e l'attacco. 

Così anche Perisic e Candreva non erano più confinati sugli esterni, ma avevano maggiore libertà di spaziare sulla trequarti e oltre a consentire la sovrapposizione dei terzini, andavano a creare maggiore densità a ridosso dell'area avversaria, dando meno riferimenti.

La nuova stagione in corso, vede invece una squadra rinforzata in molti reparti, considerando gli obiettivi, che da quest'anno sono differenti e più importanti.

In base agli uomini a disposizione, si sono azzardate delle ipotesi di varianti tattiche: come ad esempio passare alla difesa a 3, considerando l'innesto di un esperto come De Vrji; inoltre anche l'arrivo di un centrale d'attacco come Lautaro Martinez, faceva presagire la possibilità di un doppio centravanti.

Mister Spalletti, in qualche occasione nelle amichevoli estive e in corso di partita ad inizio campionato aveva provato questo genere di soluzioni, che però non sembrano siano andate a buon fine, probabile il poco tempo e la mancanza di tenacia a provarle e riprovarle.

I risultati da ottenere oltretutto mettono maggiore pressione e poco tempo per sbagliare, così che l'Inter rimane con il suo consueto 4-2-3-1.

Ma se da una parte, escludendo il black out con l'Atalanta, in fase difensiva si stanno avendo ottimi risultati, così come nella solidità generale della squadra, dal punto di vista offensivo invece sotto certi aspetti sembra aver fatto un passo indietro rispetto all'ultima Inter dello scorso anno con Rafinha in campo.

E' anche vero che fino a questo momento quel Nainggolan, che doveva fare la differenza in quel ruolo da trequartista/incursore già visto ai tempi della Roma di Spalletti, non è stato in gran forma a causa di piccoli ma frequenti infortuni che lo stanno facendo rendere a circa metà del suo potenziale.

A questo punto, considerando la difficoltà a creare azioni pericolose e continue, e con gli avversari che facilmente riescono anche a chiudere le linee di passaggio interiste, non sarebbe forse troppo azzardato, provare a effettuare un cambiamento.

Perché non passare ad un 4-4-2?

Nainggolan starebbe accanto a Brozovic al centro del campo fornendo quantità e anche qualità, mentre le corsie laterali sarebbero occupate da Perisic a sinistra e Candreva/Politano a destra.

Mentre l'attacco non vedrebbe più Icardi a combattere contro tutti, ma affiancato da Lautaro Martinez o anche Keità che tenderebbero a svariare e non dare riferimenti ai difensori.

Il gioco si potrebbe quindi sviluppare lungo le catene delle corsie laterali, sia sfruttando la velocità e il dribbling delle ali, che nella sovrapposizione di gente come Asamoah e Vrsaljko

I cross al centro sarebbero preda dei due attaccanti, più altri che attaccherebbero gli spazi.

In ogni caso serve sempre un grande cuore e voglia di vincere!

FC Internazionale v Genoa CFC - Serie A
Fonte: l'autore Francesco Ioculano

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