Inter, la clamorosa ammissione di Spalletti

Spalletti ammette che l'Inter all'inizio era stata fortunata, le responsabilità sono di tutti, ma non tutte uguali, allenatore e società lo sono di più

di Francesco Poli
Francesco Poli
(34 articoli pubblicati)
Spal v FC Internazionale - Serie A

Il pareggio di ieri con la Spal rischia di essere uno spartiacque nel rapporto tra i tifosi e l'Inter. Raramente si è letta e sentita tanta unanimità nel condannare la prestazione di ieri al Mazza di Ferrara. Senso di tradimento, amarezza, stanchezza, sono emerse tanto quanto la rabbia tra i supporters nerazzurri. Nessuno si è appellato alla sfortuna per il pareggio spallino al 90', anzi per tutti i tifosi che si sono espressi su internet e per strada i padroni di casa meritavano di vincere.

Addirittura si è sentito chi intimava fino a poche settimane fa gli scettici a non salire sul carro (ah, questo benedetto carro!) in caso di scudetto, scendere a sua volta dal carro e salire su quell'altro carro di chi ha sempre avuto dubbi sulla tenuta di questo team e sulle reali doti dell'allenatore.

Ma quello che ha davvero del clamoroso sono le dichiarazioni proprio di Spalletti in conferenza stampa: "Noi siamo sempre stati questi, anche quando le cose andavano bene, abbiamo sempre avuto certi momenti di vuoto". Un'ammissione incredibile, di chi in sostanza ammette quello che aveva sempre negato: e sì, allora c'era stata davvero un po' di fortuna all'inizio! Non era "prostituzione intellettuale" dei giornalisti, ma a dire il vero ci sembrava di averne vista un po' a Roma, ma anche a Bologna e Crotone, quando le si vinceva tutte in qualche modo nel mese di settembre.

Va anche detto, come ho sempre detto, che in seguito tra fine ottobre e novembre l'Inter era stata anche convincente, non molto sul piano del gioco (quello si è visto solo contro la Sampdoria), ma sul piano tattico e fisico: Dal pareggio di Napoli, poi le vittorie contro Atalanta e Cagliari avevano espresso una squadra solida, quadrata e che stava bene, ma appunto non sul piano del gioco. 

Già dalla partita con la Juventus abbiamo lanciato i primi campanelli d'allarme, poi l'Udinese, il Sassuolo, altro che sfortuna. Ora l'incendio è divampato, si sperava fosse un problema fisico, ma la sosta tanto agognata non ha cambiato nulla. Io però sono dell'idea che da una parte non bisogna cercare capri espiatori, ma dall'altra, se tutti - nessuno escluso - devono assumersi le loro responsabilità, queste però non vanno equamente distribuite e non pesano tutte uguale. No capri espiatori, ma nemmeno tutti (un po') colpevoli, nessun colpevole.  E' chiaro che l'involuzione di un giocatore come Perisic è ben più grave di un paio di errori di Santon, che l'apatia di Icardi è più inaccettabile di una palla persa da Gagliardini, così come è chiaro che società e allenatore, da che mondo è mondo, sono più responsabili dei giocatori stessi. 

Tanto più se siamo in presenza di un problema che si reitera da anni (il famoso e puntuale crollo di gennaio), quindi un problema strutturale non certo imputabile a questo o a quel terzino, ma magari a chi dovrebbe essere il condottiero ma dimostra di non credere in questi giocatori, lanciando da mesi continui messaggi contraddittori e ambivalenti.  Per non parlare della società, del tutto assente, con dirigenti che se le cose vanno bene si fanno intervistare tutti i giorni e appena vanno male spariscono dai radar (vero, Zanetti?). E la proprietà? Si può mettere un ragazzino a dirigere una società come l'Inter? (Andiamo a comandare?) Rimane il parafulmine Ausilio, mentre Sabatini è più in Cina che a Milano.

Fonte: l'autore Francesco Poli

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1 COMMENTI

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  1. The Edgo - 2 anni

    Sinceramente mi pare che stiamo ingigantendo troppo la situazione. Sapevamo da dove partivamo in estate, sapevamo che alcuni uomini avrebbero avuto un calo e sapevamo che il mercato poteva aiutare fino ad un certo punto. Basta stare calmi e aspettare che passi il momentaccio, se cominciamo a contestare tutto e tutti ritorniamo punto e a capo…

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