Inter, il fallimento tecnico del ciclo Spalletti

L'avventura dell'allenatore di Certaldo è ormai al capolinea indipendentemente dalla qualificazione alla prossima Champions League

di Stefano Cavallaro
Stefano Cavallaro
(125 articoli pubblicati)
FC Internazionale v PSV - UEFA Champions League Group B

Con le Spalletti al muro! Inter-Empoli sarà inevitabilmente l'ultima gara che vedrà il tecnico di Certaldo sulla panchina interista. E' necessaria un'inversione di rotta per ridisegnare una squadra che deve ambire a ben altri traguardi come inscritto nel suo d.n.a. La parentesi biennale di Spalletti all'Inter ha vissuto di rari momenti di luce e di fin troppe ombre

Quali sono i principali capi d'imputazione?

GIOCO: l'Inter non è mai riuscita ad esprimere un livello di gioco accettabile per una squadra che dovrebbe imporlo. Il fulcro del gioco Spallettiano sono state le ali, non può bastare una contraerei di cross per servire il centravanti di riferimento. La manovra è risultata spesso prevedibile, povera di verticalizzazioni e di cambi di gioco e le difese avversarie, una volta arginata la punta, avevano vita facile nel neutralizzare le sortite offensive.

MENTALITA': nelle partite da dentro o fuori ed in generale Spalletti ha trasmesso una mentalità perdente ai giocatori per cui ci si accontentava del pareggio o di fare il compitino senza osare e provare comunque a vincere (vedi match con Tottenham in casa loro, col Psv e col Napoli al San Paolo). 

TATTICA: ancoratosi al dogmatico 4-2-3-1, Spalletti ha peccato nel posizionamento di alcune pedine fondamentali. Un modulo va plasmato sfruttando al meglio il materiale a disposizione nella rosa. Se nell'Inter ci fossero Hazard e Robben sulle fasce avrebbe senso un 4-2-3-1 perchè ci sarebbero delle ali capaci di creare costantemente la superiorità numerica, di garantire un grande apporto in zona gol e di supportare al meglio la punta. Un altro grosso problema è stata la solitudine del centravanti che spesso non ha ricevuto palloni giocabili rimanendo imbrigliato nelle retroguardie avversarie. Sicuramente la presenza di due punte poteva rendere l'attacco interista più insidioso: dare poco spazio ad un giocatore affamato come Martinez è stato un gravissimo errore. Non ha convinto neanche la collocazione tattica del pupillo Nainggolan a ridosso dell'unica punta come ai bei tempi romani. Il Ninja, aldilà della precaria tenuta fisica, non sembra avere più nelle corde gli strappi per fare questo tipo di gioco e potrebbe essere più prezioso sulla linea mediana. Alla luce dell'attuale rosa poteva essere più efficace ed idoneo optare per un 4-4-2 con Handanovic in porta, D'Ambrosio-Skriniar-De Vrij-Asamoah sulla linea difensiva, Politano-Brozovic-Nainggolan-Perisic a centrocampo e la coppia Icardi-Lautaro in attacco. Keita poteva essere il jolly da utilizzare sia come esterno sia come punta. L'Inter ha spesso incassato "lezioni di gioco" da squadre più organizzate ma con un tasso tecnico nettamente inferiore.

RISULTATI: l'andamento dell'Inter è stato incostante ed i punti lasciati per strada sono tanti soprattutto a cospetto di squadre medio-piccole. Quando tutti si aspettavano i tre punti da parte dell'undici di Spalletti, la squadra puntualmente ciccava la partita. Viceversa quando tutti davano per bolliti e sfavoriti i nerazzurri, la squadra trovava una reazione d'orgoglio (vedi derby di ritorno). Quando si doveva fare il salto di qualità e portare a casa i punti, l'Inter si è sempre inceppata. Il rendimento altalenante è stato il vero tallone d'Achille della compagine di Mister Spalletti che si è ritrovata con meno punti in Campionato rispetto alla scorsa stagione, con un'eliminazione nel girone di Champions League quando la qualificazione era ormai in pugno ed è uscita anzitempo sia dalla Coppa Italia sia dall'Europa League. 

Al tecnico di Certaldo bisogna riconoscere il fatto di aver provato a ricreare una mentalità di gruppo in un ambiente alla deriva, di aver trovato la collocazione ideale per Brozovic ed il fatto di aver gestito con maturità e personalità la grana Icardi mettendo l'interesse della squadra davanti a tutto. Troppo poco, il tracollo spallettiano è sotto gli occhi di tutti e la società sta già lavorando per trovare il timoniere adatto a guidare l'Inter verso un futuro vincente.        

FC Internazionale v Atalanta BC - Serie A
Fonte: l'autore Stefano Cavallaro

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4 COMMENTI

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  1. The Edgo - 4 mesi

    Eppure è stato l’unico allenatore a portarci in Champions in 8 anni. Parlare di mancata evoluzione, per la quale giustamente verrà sostituito, è un conto. Parlare di fallimento è un altro.

    1. Senza Fronzoli - 4 mesi

      In un certo senso la mancata evoluzione ti porta al fallimento che comunque va considerato aldilà degli obiettivi conseguiti. Credo che Spalletti abbia rappresentato più un ostacolo che una risorsa per la conquista della qualificazione alla Champions.

  2. texrick_13536906 - 4 mesi

    Inutile ripeterlo. Il fallimento della stagione dell’Inter è determinato dalle scelte dell’allenatore. Ha voluto investire il tesoretto di Suning in Naingollan preferendolo a Rafinha che aveva finalmente illuminato il gioco dell’Inter, anzi diciamolo francamente la migliore Inter degli ultimi 9 anni si è vista proprio dall’ingresso di RAFINHA. Uscito lui abbiamo visto il buio.
    Un’altra Inter discreta era quella di Mancini che ci illuse per la prima parte di campionato, non tanto per il gioco quanto per la concretezza. Ci manca anche un terzino come Cancelo.
    Sul caso Icardi stendiamo un velo pietoso. Umiliato dal tecnico e da Perisic che non gli serve un pallone nemmeno sotto tortura. E che dire di Politano, sempre trai i migliori e sempre sostituito mentre il croato viene cambiato (raramente) e solo negli ultimi minuti.
    Siamo questi qui con un allenatore che ha voluto dar retta allo spogliatoio degli IVIC che voleva la testa di Icardi e ora ci troviamo a giocare contro l’Empoli nemmeno fosse il Barcellona e chiediamo a Icardi di portarci in UCL. Pronti però a venderlo. Vedremo cosa succederà. Sempre forza Inter, ma via Spalletti, via Perisic.

    1. Senza Fronzoli - 4 mesi

      Condivido quasi su tutto eccetto su Icardi che per me va ceduto al pari di Perisic e naturalmente Spalletti. Diciamo che con un allenatore più capace saremmo arrivati tranquillamente al secondo posto…

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