Inter, il caso Sabatini irrompe nell’ambiente nerazzurro

Walter Sabatini e Suning, un rapporto ormai logoro naufragato in pochi mesi

di Francesca Landini
Francesca Landini
(161 articoli pubblicati)
Walter Sabatini

L’Inter ed il suo mondo perennemente intricato e mai tranquillo. Neanche quando la squadra sembra rinata, dopo mesi particolarmente duri e complessi, i nerazzurri riescono a trovare pace e tranquillità. A sconvolgere l’ambiente ci pensa Walter Sabatini che ha rassegnato le proprie dimissioni a Suning. I motivi che hanno portato a questo contrasto ed alla risoluzione anticipata del rapporto, sono dovuti principalmente alla scarsa autonomia ed al limitato  potere decisionale di Sabatini in materia di calciomercato. Complice il Fair Play finanziario e le restrizioni del governo cinese, il dirigente ritiene di non aver potuto fare il massimo durante le sessioni di mercato estiva ed invernale. Molte promesse, evidentemente, non sono state mantenute e Walter Sabatini si è dovuto confrontare con una realtà ben più complessa ed ingestibile rispetto a quella che si poteva immaginare. 

Un fulmine a ciel sereno che sconvolge, e non poco, gli umori all’interno del mondo nerazzurro. Tra aspettative inattese e forti limitazioni in ambito decisionale, la relazione tra Walter Sabatini e Suning non è mai decollata. Non è mai riuscita ad andare oltre una normale stima reciproca. L’apice del dissenso tra le due parti lo si è raggiunto nell’ultima sessione di mercato, quando il direttore avrebbe voluto chiudere le trattative per calciatori funzionali ed, a suo parere, indispensabili per Luciano Spalletti come Pastore, Ramires e Texeira. Da Nanchino sono arrivate solo risposte negative che hanno creato un pericoloso immobilismo ed hanno ulteriormente depotenziato il ruolo dell’ex dirigente romanista.

Sabatini si sarebbe aspettato molta più autonomia in questa sua esperienza con Suning, una realtà nuova ed ancora molto inesperta in ambito calcistico. L’ex dirigente romanista ha tutto il diritto di dimostrare la sua insoddisfazione, quello che personalmente mi lascia un po’ perplessa è la tempistica forse non particolarmente azzeccata. In un momento cruciale e decisivo del campionato, quando ormai il peggio sembrava alle spalle, un nuovo caos scuote il mondo nerazzurro. Un ambiente già incandescente di suo che, di certo, non aveva bisogno di un ulteriore scossone.

Ora spetta a Mister Spalletti il compito di isolare la squadra dalle questioni societarie e far sì che tutti “remino”, fino a fine stagione, nella stessa direzione. Per il futuro di dirigenti, giocatori ed allenatori ci sarà tempo e modo di pensare a campionato finito, quando scopriremo se la squadra è stata in grado di raggiungere l’obiettivo prefissato ad inizio stagione. Quel quarto posto che porterebbe prestigio e rimpolperebbe di denaro le casse del club. Un club in costante cambiamento. Un club che, nonostante l’incedere degli anni ed il susseguirsi delle proprietà, non perde occasione per crearsi problemi. L’Inter era, è e sarà sempre una polveriera pronta ad esplodere. In qualsiasi momento.

Fonte: l'autore Francesca Landini

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2 COMMENTI

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  1. francesco.gigante9 - 3 anni

    Sempre puntuale e appropriata la tua analisi. Complimenti

    1. Francesca Landini - 3 anni

      Grazie mille!

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