Inter e Milan, non cambiate i vostri allenatori

Perché, nonostante tutto, Spalletti e Gattuso meritano la riconferma

di Massimiliano Gatta
Massimiliano Gatta
(11 articoli pubblicati)
FC Internazionale v AC Milan - Serie A

Archiviato il derby, Milan ed Inter si interrogano sul loro futuro. A cominciare naturalmente  dagli allenatori: è meglio confermare o sostituire  Luciano Spalletti e  Rino Gattuso? La stagione delle milanesi è stata altalenante e perciò è già da qualche mese che il partito della continuità si scontra con quello della rivoluzione, in perfetta sintonia con i risultati delle due squadre.  Del resto, in epoca di social network,  i progetti di lungo periodo fanno sempre più spesso i conti con gli umori mutevoli della piazza, che un giorno acclama i propri eroi e in quello successivo pretende la loro testa.  Spalletti e Gattuso, seppur agli antipodi  fra loro,  sono gli interpreti ideali di questa ambivalenza emotiva, specialmente in virtù dei loro inconfondibili tratti caratteriali.

Luciano Spalletti è un personaggio complesso; allenatore bravissimo e preparato, capace di grandi intuizioni tattiche, motivatore nelle sfide che contano, finisce per essere , suo malgrado, la principale vittima di se stesso. Egocentrico, permaloso, spigoloso, polemico, adora stare sotto i riflettori e si inimica quelli che possano fargli ombra. In questo senso, ha dato il meglio di sè  a Roma nel suo rapporto con Totti, ingaggiando  un duello estenuante con la leggenda giallorossa, allontanandolo dagli allenamenti, relegandolo in panchina,  provocandolo in ogni dichiarazione  anche quando si parlava del ciclo di vita della zanzara.  La complicata vicenda Icardi deve essergli perciò sembrata una baruffa fra lattanti, considerata la sua esperienza. Le conferenze stampa di Spalletti sono uniche per il suo linguaggio ricercato, mai banale  ma  certo di non facilissima comprensione. E a volte ti chiedi come faccia uno che metterebbe a dura prova le capacità esegetiche di Umberto Eco a spiegare uno schema a Vrsaljko. Eppure nel derby ha dato una lezione di calcio a Gattuso, anche al di là di quanto non dica il risultato. Nessuno sa se vincerà mai qualcosa in Italia però Spalletti e l'Inter sembrano fatti in qualche modo l'uno per l'altra; instabili, umorali, geniali, contraddittori. Merita un altro anno di conferma con una rosa più competitiva nella speranza, si intende, che la Juventus si iscriva al campionato spagnolo.

Rino Gattuso, invece, non potrebbe essere più diverso; schietto, immediato, con un istinto da lottatore, capace di trasmettere la sua grinta e la sua carica emotiva ai calciatori e al pubblico. Era  così anche quando giocava e per questo era uno degli idoli dei tifosi, nonostante non fosse certo Leo Messi. Perché, se provavi a strizzarlo a fine partita, non sarebbe  potuta uscire una goccia di sudore in più.  Chiamato  lo scorso anno al posto di  Montella,  doveva essere un allenatore di transizione. Dopo la riconferma,  ha iniziato malissimo la stagione ma, ancora una volta, Gattuso è tornato ad essere Ringhio e, grazie anche ad un mercato invernale  ispirato , ha inanellato una serie di vittorie consecutive che lo hanno portato al terzo posto e a scavalcare l'Inter.

Il Milan arriva al derby  da favorito ma  i voleri insondabili degli dei del calcio rimescolano  le carte; l'Inter surclassa i cugini e torna  al terzo posto. Spalletti è  sugli scudi e Gattuso è di nuovo messo in discussione. Ma anche lui merita decisamente la riconferma perché con gli uomini a sua disposizione ha fatto davvero il massimo, ha motivato l'ambiente, ha portato la squadra in semifinale di coppa Italia ed è in lotta per entrare in Champions. Ha perso malamente il derby e tanti scontri diretti con le grandi, è vero,  ma il suo Milan è ancora lì, nonostante una rosa  inferiore alle squadre che lo precedono.

Il tempo ci dirà se Spalletti e Gattuso faranno il salto di qualità o resteranno sempre degli allenatori incompiuti; però in questa avventura ce la stanno mettendo tutta, con i loro pregi ed i loro limiti. Se fossero disponibili Antonio Conte o Pep Guardiola sarebbe lecito tentennare; in caso contrario, però, è un errore  ricominciare sempre da capo.

Fonte: l'autore Massimiliano Gatta

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.