Inter-Crotone: il racconto in diretta dal Meazza

Il saluto a Walter Zenga, l’unica grande emozione di una serata più nera che azzurra

di Francesca Landini
Francesca Landini
(159 articoli pubblicati)
Walter Zenga Inter-Crotone

Sabato 3 febbraio, ore 20:45. Stadio Meazza. Sono passati esattamente due mesi dall’ultima vittoria della squadra. Un’eternità. Fa freddo e gli spalti dello stadio non straboccano di gente. Vi sono ampi spazi vuoti in tutti i settori, tranne che in Curva Nord. 

Le squadre scendono in campo e, dopo il rigoroso minuto di raccoglimento per Azeglio Vicini, l’arbitro fischia l’inizio. Già dai primi passaggi si capisce che l’Inter non è concentrata. Un errore, due errori e così via. Spesso e volentieri i nerazzurri sbagliano a dosare i tiri, non azzeccano le aperture più semplici e cincischiano palla al piede. Ma la cosa più evidente è l’assoluta immobilità.

Ognuno vaga per il campo alla ricerca dell’ispirazione perduta. Già al decimo del primo tempo il match perde totalmente appeal ed il popolo nerazzurro concentra il suo amore e le sue grida per l’unico interista presente sul rettangolo di gioco: Walter Zenga. L’uomo ragno risponde ai cori con grande affetto e al grido di chi non salta rossonero è” non può esimersi dall’abbozzare un bel salto che riempie i cuori dei tifosi interisti.

I minuti passano e la sinfonia non cambia. Il pubblico inizia a rumoreggiare agli ennesimi passaggi sbagliati. I segnali di miglioramento sono inesistenti. Si pensa sempre di toccare il fondo ma invece questo limite non lo si raggiunge mai.

Tra uno sbadiglio e l’altro, la squadra di casa passa miracolosamente in vantaggio con Eder. Gol totalmente inaspettato tanto che, la maggior parte dei tifosi, non si alza nemmeno ad esultare.

Il match riprende e prosegue con lo stesso copione di gioco, si sviluppa cioè su quella linea sottile che separa la mediocrità dall’imbarazzo. Il Crotone dal canto suo, tenta di proporsi in avanti. La squadra calabrese non compie alcuna fatica per rimanere in partita. Orsato fischia la fine del primo tempo. Le squadre vanno a riposo con l’Inter in vantaggio. 

Riparte il secondo tempo e la squadra di casa fa ancora peggio. La lentezza è disarmante ed il Crotone inizia a prendere campo. I nerazzurri si schiacciano in difesa. La squadra è impaurita. I rossoblu capiscono le difficoltà e attaccano con più vivacità. Al quarto d’ora arriva l’inevitabile pareggio del Crotone con Barberis. San Siro crolla nell’ormai consueto silenzio. L’Inter non c’è più. Sbaglia tutto.

I mugugni aumentano ed i fischi non si fanno attendere. L’unica nota positiva è l’esordio al Meazza di Rafinha che, in pochi minuti di gioco, crea più pericoli dei suoi compagni in campo per l’intera partita.  La squadra si trascina verso il novantesimo con la speranza di portare a casa l’ennesimo punto inutile.

Dopo quattro minuti di recupero, l’arbitro decide che il popolo nerazzurro ha già visto abbastanza. La partita è finita ed un boato di fischi accompagna l’uscita della squadra dal campo. Una squadra indegna, senza carattere e senza personalità. Una squadra che naufraga senza un perché.

Paradossalmente l’unico stralcio di serata che vale il prezzo del biglietto ed il freddo patito sugli spalti, va in scena dopo la fine della partita. È quel momento che tutti gli interisti aspettavano e per cui si sono soffermati più a lungo al proprio posto. Un commosso Walter Zenga saluta tutto il pubblico di San Siro. Con passione e trasporto concede un applauso ad ogni settore del Meazza. Come a scusarsi per il pareggio ottenuto. Lui applaude, il pubblico applaude e si unisce al suo idolo in un abbraccio virtuale. Un abbraccio tra fratelli interisti. Perché nel calcio conta la passione e l’amore che si prova per la squadra che si difende. Zenga lo sa, è nato interista e lo sarà per sempre. 

C’è solo un Walter Zenga” canta la curva e, ad essa, si unisce tutto lo stadio. Uno stadio in piedi solo per lui. Per un degno tributo ad un campione senza tempo, un vero cuore nerazzurro. Con questa immagine (la più bella della stagione per passione, sentimento e trasporto emotivo) le luci a San Siro si spengono. Per l’Inter è notte fonda.

Fonte: l'autore Francesca Landini

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.