Inter brutta ma efficace: sesta vittoria consecutiva e secondo posto!

Partita di non calcio al "Meazza", dove la noia ha prevalso: senza alcun tipo di gioco però, la squadra di Conte continua a vincere e spera nello Scudetto

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(404 articoli pubblicati)
Romelu

Interrompere l'egemonia della Juventus? Evitare la "decima" per i bianconeri? Un ex bianconero potrebbe scucire dalle maglie degli odiati rivali lo Scudetto? 

Tante le domande alle quale potremmo dire di sì: i segnali ci sono tutti, rosa forte ma da sfoltire, vittorie deludenti ma continue, gioco assente. Ma quello che conta è vincere, in questo momento. E l'Inter vince sempre, costantemente, con tutti.

Aumentano i rimpianti per la Champions? Sì, tantissimo! Ma a primavera potrebbe, con gli impegni delle rivali in Europa, la vera manna dal cielo.

Il Milan un punto sopra? Non è questo il problema, non è il caso di preoccuparsi, così si dice in casa Inter.

Tutto meravigliosamente bello? Forse, ma c'è tanto da lavorare. 

Lo Spezia, avversario odierno dei nerazzurri, è compagine simpatica, allestita alla grande dal tecnico Italiano, ma di certo non è il Real Madrid. Anzi, rimane una delle più serie candidate alla retrocessione in Serie B per il livello tecnico dei suoi interpreti. Ma ripeto, ha una idea di gioco, e questo potrebbe fare la differenza. La permanenza, diciamolo però, sarebbe un vero miracolo sportivo per i liguri e l'unico modo che si ha per evitare il tracollo nella cadetteria, è giocare tutti insieme con il cuore e con una organizzazione di squadra di ottimo livello.

Antonio Conte invece rimane un mistero: nervoso, adirato con gli dei del calcio, ostile contro ogni forma di critica giornalistica, e incapace di dare una idea di gioco alla sua squadra.

Al netto degli isterismi del tecnico, che in realtà dovrebbe essere felice di guidare una squadra come quella nerazzurra, l'Inter però vince ogni domenica (o mercoledì).

La prestazione contro gli aquilotti spezzini è stata però imbarazzante soprattutto nel primo tempo: sotto ritmo, con un Gagliardini assolutamente inutile e inadeguato in una gara in cui devi vincere se no rischi la figuraccia!

Uscendo il centrocampista, incredibilmente strapagato all'Atalanta (che di fregature ne ha date a molte società che non hanno mai capito che fuori dal mondo di Gasperini i giocatori si perdono e si deprimono), è arrivato il momento di Sensi: piccolo, perennemente infortunato, debole come un fuscello, ma con due piedi da sogno. Un vero campione, penalizzato da un fisico oltremodo infelice, ma che fa cantare il pallone.

E, mentre l'indisponente Brozovic allargava le braccia come un vigile urbano, l'Inter riusciva a far sua la gara, più per caso e per la qualità dei suoi interpreti (Hakimi ad esempio) nonostante gli errori commessi in sede di costruzione della formazione.

La difesa a tre, anche con lo Spezia, è parso un insulto al calcio giocato: diciamocelo chiaro, gli attaccanti ospiti erano così "bravi" da marcarsi da soli. Mancava un Eriksen a centrocampo al posto di un centrale: il 4-3-1-2 poteva portare più palloni al super bomber Lukaku (andato a segno su calcio di rigore). 

Niente da fare però: il tecnico leccese, pauroso come neanche il miglior Allegri sia mai stato, non rinuncia mai al suo calcio antico e ostile alle idee e allo spettacolo.

Eriksen è il simbolo della distruzione di una idea di calcio tecnica: lo vuole mezza Europa e tra qualche settimana andrà via. E ovunque andrà farà la differenza, statene certi. Avrebbe tutto quello che manca alla manovra nerazzurra: ultimo passaggio, gestione della palla, tiro da fuori, realizzazioni di calcio piazzato. Ma niente!

Non c'è speranza, meglio avere sempre un centrale difensivo in più e un Gagliardini che rappresenta l'anti calcio: soprattutto per chi vuole vincere!

Le giocate dell'ex atalantino sono perennemente due: fare fallo o cercare di farlo. Se cercate un passaggio a due metri, non sarà lui in grado di farlo. E' un fatto, ma il ragazzo (bravo e serio professionista) non è da Inter. E' chiaro a tutti.

Se San Siro fosse stato pieno di gente (che nostalgia) sarebbe stato fischiato dal primo al novantesimo!

Hakimi
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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