Inter: Andrea Ranocchia e la forza di non mollare mai

Da giocatore poco apprezzato a idolo e campione di umiltà. Il numero 13 nerazzurro ha conquistato tutti, anche i più scettici

di Francesca Landini
Francesca Landini
(144 articoli pubblicati)
Andrea Ranocchia

Andrea Ranocchia, nell’ultima stagione, è riuscito a riconquistare un ambiente che, fino a poco tempo fa, lo criticava anche aspramente (e spesso senza alcun motivo), per imperfezioni ed errori commessi in campo. Un passato che Andrea ha faticato, e non poco, a scrollarsi di dosso. Arrivato all’Inter con enormi aspettative, da parte di tifosi ed addetti ai lavori, in poco tempo scala le gerarchie e conquista la fascia di Capitano. Una fascia che ben presto, vedrà passare sul braccio di Mauro Icardi. Ranocchia sul rettangolo verde si rende protagonista di errori, spesso e volentieri, decisivi per il risultato dell’intera squadra. Parte del pubblico nerazzurro scaglia tutto il proprio nervosismo contro il difensore, che subisce ingiustamente e viene preso di mira più di altri, senza un apparente motivo. Molti non credevano più in lui, nelle sue capacità e nelle sue qualità come difensore centrale. Molti ma non tutti. Infatti, una buona fetta di supporter ha sempre sperato in una svolta, in un attimo che potesse cambiare il destino di un ragazzo, arrivato a Milano non per caso ma per il suo talento innato che, solo a tratti, era riuscito ad esprimere durante la prima parte della sua carriera interista. Nell’ultimo campionato, anche i più scettici e i meno comprensivi nei confronti di Andrea, si sono dovuti ricredere. Il giocatore è maturato sia in termini di prestazioni sia mentalmente.

Il ragazzo impaurito e svagato ha lasciato il posto ad un uomo impavido, sempre pronto a combattere per difendere i colori della propria compagine. Ranocchia, nonostante la concorrenza spietata di Skriniar e di Miranda, è stato capace di ritagliarsi il proprio spazio e si è fatto trovare sempre pronto in caso di necessità. Mai una sbavatura e sempre attento su ogni azione degli avversari, il numero 13 ha ricevuto applausi scroscianti da un San Siro in delirio per lui. Da uno stadio che ha apprezzato più di ogni altra cosa l’impegno e la determinazione con cui il centrale di difesa ha voluto fortemente riprendere in mano la sua esperienza in nerazzurro. In un anno tutto è cambiato: da difensore sul mercato a punto fermo per la prossima stagione. Spalletti ha saputo dar fiducia all’uomo ed al calciatore ottenendo in cambio un’impressionante dedizione nei confronti dei colori del cielo e della notte. Ranocchia è l’esempio lampante che nel mondo del pallone tutto può cambiare molto rapidamente. Cuore e testa sono fondamentali per tornare ad esprimersi ai massimi livelli. Andrea è riuscito nel suo intento: ha riconquistato l’Inter e tutti i suoi tifosi, con la grinta e la passione di chi non molla mai.

Fonte: l'autore Francesca Landini

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