Inter: AAA cercasi Ivan Perisic di inizio stagione

Dopo una prima parte di campionato esaltante, il numero 44 nerazzurro ha perso brillantezza e continuità

di Francesca Landini
Francesca Landini
(144 articoli pubblicati)
Perisic

Ivan Perisic, l’uomo più desiderato durante la sessione di calciomercato estiva. L’Inter ha saputo resistere alle avance del Manchester United ed ha blindato uno dei suoi migliori calciatori. Un giocatore talentuoso, dinamico, dotato di corsa e di un ottimo senso del gol. Se la squadra di Spalletti, ad inizio campionato, sapeva solo vincere gran parte del merito era di Ivan. Il croato giocava a tutto campo, impeccabile nelle chiusure in fase difensiva e devastante in attacco. Un giocatore imprendibile, capace di trascinare l’intera squadra e spronarla alla conquista del massimo risultato.

Perisic creava scompiglio, nessuno sapeva arginare il suo strapotere fisico e la sua voglia di fare e di dimostrare. Di dimostrare che l’Inter non aveva sbagliato a volerlo nella propria rosa per la stagione 2017/2018. Ed in effetti, il Perisic di inizio campionato era un giocatore assolutamente indispensabile ed insostituibile. 

Il 3 dicembre, nella sfida interna contro il Chievo Verona, raggiunge l’apice della sua stagione segnando una splendida tripletta: l’Inter è ai suoi piedi, il pubblico nerazzurro è in visibilio per il suo campione. Nessuno, neanche il più pessimista tra i tifosi, si poteva  immaginare che la sfida contro i clivensi è stata l’ultima in cui Ivan ha offerto una prestazione all’altezza. Da quella fatidica gara, il giocatore è parso irriconoscibile. Svogliato, immobile, sempre fuori dal gioco e mai collaborativo con i compagni. Un giocatore totalmente diverso da quello che incantava ad inizio stagione. Una metamorfosi, in negativo, impressionante.

Perisic è passato dall’essere insostituibile all’essere “superfluo” ed in molti casi irritante. Un crollo improvviso ed inspiegabile che va di pari passo con la caduta libera dell’intera squadra. Una squadra che da mesi non riesce ad uscire dal tunnel dell’anonimato. Una squadra che continua ad inanellare prestazioni poco convincenti. All’Inter manca la grinta, quella voglia di vincere e di andare oltre le difficoltà. Manca la testardaggine e la voglia di uscire da una crisi, ormai troppo lunga per essere considerata casuale. Queste stesse mancanze e limitazioni non sono proprie solo della squadra come complesso ma anche e soprattutto dei calciatori simbolo dell’Inter. Primo tra tutti proprio quell’Ivan Perisic, scomparso dai radar da troppi mesi. 

Il giocatore è forte, le sue qualità sono indiscutibili ed insostituibili all’interno di una squadra come l’Inter. Quello che i nerazzurri “contestano” sono le sue prove in campo. Prove impalpabili. Prestazioni non da leader, da chi dovrebbe spronare i compagni e caricarsi sulle proprie spalle il peso delle responsabilità. 

La squadra di Spalletti potrà svoltare e tornare veramente a competere ed a lottare, solo se i suoi migliori giocatori riusciranno a riconquistare un briciolo di competitività e di continuità nelle prestazioni. Senza il supporto di Perisic (Icardi, Candreva e molti altri...) sarà dura raggiungere il quarto posto in campionato. 

L’Inter ed i suoi campioni, un binomio indissolubile e complesso. Un binomio che va di pari passo con i successi e gli insuccessi. Perché se l’Inter vive un periodo di appannamento molto dipende dal calo fisico e mentale dei suoi campioni. Vero, verissimo. Ma è vero anche che, se i fuoriclasse nerazzurri non riescono più ad offrire prestazioni accettabili, parte delle responsabilità vanno imputate all’intera squadra che non permette loro di dare il meglio in campo. 

L’Inter ed i suoi fuoriclasse. Da sempre storie travagliate di amore e di “odio”, di passione e di sopportazione reciproca. Di entusiasmo e di pessimismo cosmico. Quel pessimismo cosmico che è in grado di rovinare un ambiente già complesso e particolare come quello della squadra nerazzurra.

Perisic ed i nerazzurri. Due “mondi” in difficoltà alla continua ricerca di se stessi. Alla caccia di quel supporto reciproco che potrebbe rappresentare la vera svolta nella stagione nerazzurra.

Fonte: l'autore Francesca Landini

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