In una giornata “nera”, Lautaro è “l’azzurro” che regala la vittoria

L'Inter vince per 1 a 0 il posticipo del boxing day contro il Napoli. Proteste, razzismo, morti e feriti.

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(70 articoli pubblicati)
La gioia del Toro

LA PARTITA

Iniziamo parlando di calcio: lo sport più bello del mondo che riesce a diventare in una sera tutto l’opposto.

Quella di ieri sera è stata una bella partita tra due grandi squadre e due grandi allenatori. Proprio al calcio d’inizio c’è stata la prima occasione da gol: Icardi cerca la porta da centrocampo e colpisce la traversa con un Meret disattento. Nel primo tempo i ritmi sono già alti e la squadra di Spalletti è la più propositiva. Nel secondo tempo emerge il Napoli che però non riesce a creare grandi occasioni da gol per merito della difesa interista. Nel momento migliore per il Napoli, Politano  avanza sulla fascia, salta due avversari e viene atterrato da Koulibaly che viene ammonito e successivamente espulso per aver applaudito ironicamente l'arbitro. Qui la partita cambia: Spalletti inserisce Lautaro Martinez al posto di Joao Mario, l’Inter si sbilancia in avanti, rischia di subire il gol del Napoli ma Asamoah salva sulla linea e, nell'azione successiva, Lautaro trova il gol vittoria che fa esplodere di gioia i tifosi nerazzurri. Nel finale iniziano le polemiche arbitrali, Keita e Insigne si stuzzicano e quest’ultimo perde la testa e viene espulso.

I MIGLIORI

Tra i più positivi dell’Inter troviamo sicuramente Handanovic insieme ai due centrali. Asamoah è quasi impeccabile: diagonali difensive perfette, tecnica e poi quel salvataggio sulla linea. Dalle stalle alle stelle: prima gli errori contro PSV e Juve e adesso una grande prestazione. Joao Mario ha disputato una grandissima partita a centrocampo, unica pecca la poca incisività sotto porta. Politano è il solito calciatore decisivo: è lui che sblocca la partita procurando l’espulsione di Koulibaly. Icardi non segna ma gioca ancora una volta bene. Inizia la partita con quel tiro improvviso che sbatte sulla traversa; poi lo vediamo prendere palla a centrocampo, scambiarla con i compagni e fare a sportellate per riconquistare il pallone.

QUELLI NON SONO TIFOSI

Fatti incresciosi sono accaduti fuori dalla stadio. Un gruppo di ultras dell’Inter e non solo (presenti anche ultras del Varese e del Nizza) ha assalito alcuni pulmini di tifosi napoletani con spranghe e bastoni. Ci sono stati diversi feriti anche per tagli da coltello e purtroppo c’è scappato il morto. Un ultras trentacinquenne dell’Inter nel corso dell’aggressione è stato travolto da un suv in movimento e questa mattina è deceduto. Non si può morire per una partita di calcio. Questi non sono tifosi. Chi va allo stadio con coltelli, spranghe e bastoni non è un tifoso per il semplice fatto che  il suo obbiettivo non è minimamente quello di tifare e supportare la propria squadra, i propri calciatori.

QUELLI NON SONO INTERISTI

Altri fatti incresciosi sono accaduti all'interno dello stadio ed hanno condizionato la partita. Kalidou Koulibaly, il difensore senegalese del Napoli, è stato preso di mira per tutta la durata della partita da cori razzisti provenienti dallo stadio. Il centrale del Napoli ,che è stato il migliore in campo salvando la propria squadra in innumerevoli occasioni, ad un certo punto non ha retto più la pressione. Così ha sbagliato anche lui applaudendo l’arbitro e venendo quindi espulso per questo. Non si capisce come mai la partita non sia stata sospesa dall'arbitro. Questi individui che hanno pensato di “impiegare” il loro tempo allo stadio per insultare un giocatore avversario, solo perché è di colore, non sono tifosi ma soprattutto non possono essere veri tifosi interisti! “Si chiamerà Internazionale perché noi siamo fratelli del mondo”; questo si è deciso quando i fondatori dell’Inter si sono riuniti. Per principio è assurdo assistere ad episodi di razzismo negli stadi nel 2018 (quasi 2019). Il calcio (e quindi tutto lo sport) è fatto per unire. È giusto che chi di dovere intervenga per punire i colpevoli e per cercare di migliorare questa situazione in un Paese che sembra rimasto all'età della pietra. 

Icardi e Koulibaly
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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