Icardi dopo la via del goal perde pure la fascia di capitano

Urge nuovo navigatore per il centravanti nerazzurro, che dopo le imprese di Wanda Nara ha perso il rispetto dello spogliatoio e i gradi di leader in campo.

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(261 articoli pubblicati)
FC Internazionale v Tottenham Hotspur -

Una società come l'Inter, con grandi capitani (Giacinto Facchetti, Bergomi e Zanetti tra gli altri), quando sceglie una guida in campo attribuendogli la fascia, sceglie un simbolo, un esempio, un qualcosa di speciale che sia di stimolo ai compagni. Mauro Icardi era deputato  a questo, ha tirato la carretta negli ultimi anni, gli allenatori che si sono succeduti a San  Siro lo hanno eletto a loro direttore d'orchestra e soprattutto su di lui si sono appoggiati i compagni per far goal: quelli decisivi. E sono arrivati. Puntuali. Per anni.

Solo che Icardi  è stato uno strano capitano, diverso dai precedenti. Se Facchetti, inquadrato anche nell'epoca in cui ha giocato e per i successi ottenuti, è stato esempio di buon padre, di interista fino al midollo e anche fuori dal campo inappuntabile.  Un esempio fulgido  di un qualcuno che ha anche concluso la sua vita in nerazzurro. Javier Zanetti, insieme a Bergomi (anche se con  esiti societari successivi alla carriera diversi), è stato anche un esempio di cuore sempre gettato oltre l'ostacolo.   Mai una   parola fuori posto, mai un atteggiamento sbagliato, rialzandosi sempre e ottenendo successi indimenticabili senza mai lasciare la Pinetina.

Icardi invece, non per sua completa colpa, non è mai entrato nel cuore di tutti gli interisti.  L'impegno in campo, fino a qualche settimana fa, è stato massimo. Ma non è mai sbocciato un amore incondizionato per lui da tutti i tifosi, spesso spaccati dal suo nome.

Perdere la fascia è la risultante delle stupidate fatte da Wanda Nara, deleteria per tutto l'ambiente nerazzurro: chiedere dei soldi dopo le delusioni del campionato e della Champions è sembrata una mancanza di rispetto inaccettabile per tutti.  Prima si raggiungono gli obiettivi, poi si parla di meriti per i quali il già ricco stipendio del calciatore debba essere aumentato.

Le invidie e i fastidi di Perisic e degli altri, stufi di vivere in funzione di un capitano che nulla faceva per loro anche a livello societario (si faceva promotore sempre per bocca della moglie solo di se stesso e degli altri se ne è fregato)  hanno fatto il resto. Queste continue richieste di cessioni, mal di pancia, le frasi di Spalletti hanno portato Marotta a decidere, proprio con l'allenatore, di levare la tanto ambita fascia che passerà a Handanovic, portiere emblema di silenzi e serietà rispettato da tutto l'ambiente. Una scelta che andava fatta diverse stagioni fa anche per l'uomo  Samir, persona degna di rispetto e atleta nerazzurro fino al midollo.

La crisi del goal di Maurito è stato solo l'emblema, la scusa, la sintesi di tutto questo. Molto spesso nel calcio mogli invadenti hanno distrutto giocatori e squadre: Marotta lo sa e ha deciso di fare questa scelta per certi versi clamorosa. Il futuro del bomber sarà dunque fuori da San   Siro: chi pagherà la clausola se lo porterà via insieme a Wanda Nara il più lontano da  questo ambiente che non sopporta più le bizze di una persona presuntuosa che crede di sapere tutto e di gestire suo marito come un burattino.

La vera domanda è: esiste qualcuno che veramente in  Europa vuole offrire lo stipendio richiesto dalla signora e soprattutto, oltre all'ingaggio, vorrà pagare una clausola rescissoria di oltre 100 milioni per un grande giocatore  (va detto) che però non ha mai vinto nulla con le sue reti? Ai posteri l'ardua sentenza.

FC Internazionale v Bologna FC - Serie A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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