Che cosa sta architettando Antonio Conte?

Un progetto tattico ambizioso che sembra ispirarsi, almeno in parte alla filosofia dell'Atalanta di Gasperini.

di Giacomo Bassi
Giacomo Bassi
(2 articoli pubblicati)
FC Internazionale v Genoa CFC - Serie A

Conosciamo tutti molto bene la storia di Conte come allenatore, dai suoi esordi al Siena fino alla cavalcata con la Juventus e passando dalla nazionale arrivando fino all’Inter. Ma il suo modo di fare calcio ha avuto una evoluzione tattica evidente se si vanno ad analizzare più nello specifico le sue squadre.

In principio l’idea che portò Conte sotto i riflettori, si basava su un 4 2 4 molto offensivo che, in squadre come il Bari, l”Arezzo o il Siena, funzionò alla grande portando Antonio alla grande chance della Juventus. La mossa vincente dell'allenatore fu cambiare la propria idea in funzione della rosa che gli venne data a disposizione. Trasformando quel 4 2 4 innovativo e votato all’attacco in un 3 5 2 che faceva delle sue caratteristiche principali l’equilibrio e la compattezza. In quegli anni divenne quasi impossibile bucare la difesa bianconera, che poi diventava devastante quando sfruttava i movimenti sulle fasce di terzini e mezzali, per creare la superiorità numerica. Difficile dimenticare le perfette sovrapposizioni precise al centesimo di secondo di Lichtsteiner e Vidal supportate da Tevez su quella fascia destra. Questo modo di vedere il calcio diventò il suo marchio di fabbrica e fu sfruttato dall’allenatore pugliese anche nelle sue avventure con la nazionale e al suo primo anno all’Inter. Nel mezzo, quando fece la sua prima esperienza all’estero nel Chelsea, fu in grado di adattarsi ai giocatori, impostando il gioco di quella squadra su un 3 4 3 capace di valorizzare l’enorme talento presente in quella formazione. Arriviamo quindi ad oggi, dove Conte sembra aver deciso di rivoluzionare la filosofia di base fino ad ora utilizzata, per andare a ripescare i concetti che ad inizio carriera sembravano guidarlo con quell’ambizioso 4 2 4.

È vero che la formazione è la stessa dell’anno scorso. Un 3 5 2 , ma è altrettanto evidente come le indicazioni ai giocatori siano cambiate e anche le caratteristiche di qualche interprete nei vari ruoli. La modifica più evidente è quella apportata ai compiti dei tre difensori centrali, i quali nei primi due impegni ufficiali, hanno mostrato di avere ricevuto l’indicazione di sganciarsi a turno dalla linea difensiva, andando a partecipare totalmente alla fase d'attacco. Non sorprende quindi vedere un Kolarov (nato come terzino) che ricopre la posizione di centrale di sinistra o D’Ambrosio (nato anch’esso come terzino) ricoprire la posizione di centrale di destra, non che l’imminente acquisto di Darmian (terzino) per sostituire un centrale puro come Godin.
Sia contro la Fiorentina che con il Benevento, abbiamo visto entrambi i centrali esterni partecipare alla catena formata dalla mezzala e dal quinto di centrocampo, con lo scopo di liberare uno dei tre per il cross o il tiro. Atteggiamento che inevitabilmente, lascia leggermente scoperta la linea difensiva e che spiega i continui richiami di Conte in entrambi i post-partita, sul concetto di equilibrio. Quando un giocatore si sgancia liberando una posizione difensiva, va coperto da un altro giocatore. Lì sta alla squadra imparare meccanicamente a coprirsi a vicenda, cosa che ancora sembra in fase di apprendimento. Se questo concetto dovesse passare, sembra possibile aspettarsi un Inter devastante, che avendo anche aggiunto un trequartista in più rispetto all’anno scorso, espone tantissime armi offensive differenti.
I giocatori per un progetto tecnico tanto ambizioso ci sono tutti. Conte sarà capace anche stavolta di reinvetare il proprio stile di gioco e arrivare attraverso di esso alla vittoria? Solo il tempo potrà dircelo. Nel frattempo godiamoci le partite spettacolari che sicuramente questa squadra regalerà a tutta la serie A.

Fonte: l'autore Giacomo Bassi

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1 COMMENTI

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  1. Matteo - 3 settimane

    L’ Inter ha una rosa più matura e quest’anno può davvero vincere lo scudetto e ben figurare in Europa.

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