Chievo-Inter, il pagellone dei nerazzurri: brilla Rafinha

Le valutazioni sulle prestazioni dei giocatori dell'Inter impegnati nella difficile e vincente trasferta di Verona contro il Chievo.

di Bernardo Cianfrocca
Bernardo Cianfrocca
(6 articoli pubblicati)
Spal v FC Internazionale - Serie A

Un primo tempo complesso, una ripresa autoritaria e un finale di partita al cardiopalma di autentica sofferenza. In questa maniera l'Inter ha vinto al Bentegodi contro il Chievo Verona, rispondendo alle romane e restando a -1 dal piazzamento Champions. Questi i voti e i giudizi sui calciatori nerazzurri oggi scesi in campo.

Handanovic, 7: forse si aspettava un pomeriggio più tranquillo, ma nel primo tempo il Chievo si è affacciato temerario e minaccioso dalle sue parti. Ottimo intervento su Giaccherini e grande reattività sui tentativi di Cacciatore e Pucciarelli. 

Cancelo 5,5: passo indietro per il portoghese.  Affonda molto poco sulla fascia e commette qualche ingenuità nelle retrovie, rimediando un giallo evitabile e rischiando nel recupero con uno svarione su Hetemaj.

Skriniar 6,5: il più solido del reparto arretrato. Svetta e torreggia in ogni duello aereo, pulisce le situazioni più sporche e non perde mai la calma che lo caratterizza. 

Miranda 6: il brasiliano pesca dal proprio serbatoio tutta l'esperienza a disposizione per tenere a freno un volitivo Inglese. Lo si vede annaspare in qualche circostanza, ma con unghie, denti e artigli riesce a respingere gli assalti disperati dei padroni di casa.

D'Ambrosio 6: patisce la partita coraggiosa del Chievo e ciò lo induce ad appoggiare meno l'azione in avanti e a sbagliare qualcosa in fase di costruzione. Lucido nel fornire a Icardi il comodo assist del vantaggio. 

Brozovic 6: il croato ha il merito di scoccare il bel tiro sulla cui respinta nasce il provvidenziale vantaggio. Rispetto alle sue ultime prestazioni però, appare molto meno preciso. Spreca più di qualche calcio piazzato e in alcuni cambi di campo la mira difetta non poco. Il maggior lavoro sporco a cui è sottoposto per l'assenza di Gagliardini gli fa perdere un po' di brillantezza. 

Borja Valero 5,5: non è protagonista di errori marchiani, ma la sua poca forza fisica lo penalizza, soprattutto a fronte di avversari che aggrediscono con dinamismo ed energia. Anche palla al piede, le sue idee continuano ad essere scolastiche e poco incisive.  

Karamoh 6,5: dopo qualche numero da giocoliere di troppo nell'infrasettimanale, appare meno fumoso e più concreto. Nel primo tempo è uno dei pochi a tentare sempre uno spunto poco banale, mentre nella ripresa spinge con ancora più costanza e partecipa ottimamente all'azione del raddoppio. 

Rafinha 7: il migliore in campo. Giocatore che ama l'uso del fioretto, ma che non sfigura nel tirar fuori la sciabola nei momenti di necessità. Ispira i compagni, vedasi il raddoppio, salta l'uomo e vede varchi non accessibili a tutti. A ciò si aggiunge una capacità di protezione della palla che aiuta la squadra a risalire il campo e non la espone a rischi in fase di transizione difensiva. 

Perisic 7: nonostante un orrendo pallonetto, per sua fortuna in fuorigioco, si dimostra sin da subito uno dei più in palla e sempre alla ricerca di spazi da attaccare e verso cui fiondarsi. Non si limita a stazionare in fascia ma svaria di più, come dimostra l'azione del suo goal, che contribuisce a far iniziare dalla trequarti. 

Icardi 6: prova spesso ad uscire dalla gabbia ben orchestrata dai difensori del Chievo in area. Il suo spirito di centravanti-killer emerge però anche stavolta e gli consente di depositare in porta il più comodo dei palloni.

Santon 6: Spalletti lo inserisce nella mischia, apparentemente tranquilla, per provare a evitare rischi. Lui non si disimpegna affatto male nonostante i fantasmi apparsi nel recupero. 

Vecino 5,5: Spalletti gli fa riassaggiare il campo, ma sembra distante da una buona condizione . Sciupa maldestramente due occasioni e da una sua persa nasce la rete "ansiogena" di Stepinski. Occorre recuperarlo in vista del delicato finale di stagione. 

Candreva S.V.

Spalletti (all.) 6: quell'abbozzo finale di difesa a 3 sembra più complicare che semplificare i piani di gestione della sua squadra. I suoi uomini continuano però a mettere in pratica, con costanza, le idee ammirate di recente. 

AC Chievo Verona v FC Internazionale - S
Fonte: l'autore Bernardo Cianfrocca

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