Inter-Spal: vittoria con ossa rotte, 61.339 tifosi e un gran Toro

L'Inter batte la Spal per 2 a 0: reti di Politano e Gagliardini. San Siro in festa per i 111 anni di Inter

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(47 articoli pubblicati)
FC Internazionale v SPAL - Serie A

Un San Siro vestito a festa accoglie l’ingresso in campo dei suoi beniamini con 61.339 tifosi, tutti presenti per sostenere la squadra in un momento non facile e per festeggiare i 111 anni dalla nascita del club.

ANALISI
Spalletti schiera l’Inter con un 4-2-3-1, con Asamoah come esterno alto e Joao Mario trequartista. Nella prima mezz'ora di gioco l’Inter riesce ad essere pericolosa con Lautaro Martinez in un paio di occasioni, entrambe nate da cross dalla destra di Cedric. Al 31’ ancora Lautaro, il migliore in campo, trova il gol del vantaggio con una bellissima giocata da grande attaccante: controlla di petto, si sposta la palla sul destro saltando il difensore e calcia potente ad incrociare. Dopo una lunga consultazione col Var, l’arbitro va a vedere le immagini e annulla la rete per un tocco col braccio di Martinez subito dopo il controllo di petto. La Spal si chiude molto bene e concede poco. Nerazzurri poco convinti: Gagliardini impreciso, Dalbert timido ed impacciato. Brozovic al 41’ è costretto ad uscire dal campo a causa di un infortunio muscolare; al suo posto entra Candreva, la squadra passa al 4-3-3 e Asamoah arretra sulla linea dei centrocampisti. Inizia il secondo tempo con Ranocchia che sostituisce Miranda, costretto ad uscire dal campo “per sospetta frattura delle ossa nasali”. I nerazzurri rientrano in campo con uno spirito diverso e anche con un modulo diverso: difesa a 3 per lasciare libertà di spinta sulle fasce a Dalbert e Cedric, con Candreva e Politano a svariare sul fronte offensivo alle spalle di Lautaro. L’Inter ci prova ma ha un grosso problema: gioca senza il regista; Gagliardini non riesce a dettare i giusti ritmi di gioco, la manovra è lenta. Al 67’ arriva finalmente il gol dell’1 a 0: Dalbert spinge sulla sinistra, mette un pallone dietro per Lautaro che prova ad imbucare per Candreva, una deviazione serve Politano che controlla e tira rapidamente col mancino trovando un gran gol. Al 73’ Spalletti inserisce il regista che mancava: Borja Valero sostituisce Politano e la manovra migliora. Aumentano le azioni da gol per il raddoppio che non tarda ad arrivare: al 77’ Cedric tira da fuori area, sugli sviluppi di un corner, palla che va a finire a Gagliardini che è rapido a controllare e girare al volo il pallone in rete

OSSA ROTTE
L’Inter vince ma esce da San Siro con le ossa rotte; e non stiamo parlando solo di Miranda (che tra i vari infortuni sembrerebbe quello più facilmente recuperabile). L’infortunio di Brozovic preoccupa molto l’Inter perché si va ad aggiungere agli altri infortuni di Nainggolan, Perisic, Icardi, alle squalifiche europee di Lautaro ed Asamoah e le restrizioni della lista Uefa. Una situazione di piena emergenza, con la speranza che il croato si sia fermato in tempo e che parte degli altri acciaccati (tra cui anche Keita) possa tornare a disposizione già dalla prossima settimana. Una settimana che sarà molto importante e che potrebbe decidere la stagione: prima il ritorno contro l’Eintracht e poi il derby di Milano, fondamentale anche per la lotta Champions.

UN TALENTO DA COCCOLARE 
All'interno dell’infinito "caso Icardi", il giocatore che più di tutti ha tratto vantaggi dall'assenza del 9, per ironia della sorte, è proprio Lautaro Martinez, il ragazzo con cui pare aver legato maggiormente l’ex capitano nerazzurro. Lautaro ha conquistato il cuore dei tifosi fin dagli esordi estivi in maglia Inter, ma aveva addosso la pesante etichetta di “nuovo Gabigol” che spingeva i più critici a sottolineare ogni suo gol mancato. A sorprendere, in queste partite in cui ha trovato con continuità la maglia da titolare al centro dell’attacco, sono le sue prestazioni sempre di altissimo livello. Non ha bisogno solo dei gol per giocare bene. L’apporto che dà alla squadra con i suoi movimenti e gli appoggi per i compagni è significativo. Poi quel soprannome azzeccatissimo: quanta voglia di lottare, sempre! Il Toro è un diamante bellissimo, sicuramente ancora grezzo; va lucidato, migliorato e coccolato.

FC Internazionale v SPAL - Serie A
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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