Inter: la Lazio, la questione Spalletti-Icardi e l’Inter Forever

L'Inter perde per 1 a 0 contro la Lazio, non convocato Icardi. Spalletti è un fiume in piena a fine gara. E intanto le vecchie glorie non si smentiscono

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(60 articoli pubblicati)
Inter Lazio Spalletti Inter Forever

È un Inter a tre facce: una perde in casa contro la Lazio, l’altra è ancora alle prese con la questione Icardi e con le parole del mister Spalletti, l’altra ancora si conferma imbattuta tra le leggende. Ma andiamo con ordine. I ragazzi di Spalletti perdono per 0 a 1 a San Siro contro la Lazio, con la rete di Milinkovic Savic. 

ANALISI
I nerazzurri affrontano il match senza una punta di ruolo, a causa delle assenze di Lautaro Martinez e Icardi. È Keita a ricoprire il ruolo di centravanti nel 4-2-3-1 , con Politano e Perisic ai lati e Borja Valero nella posizione di trequartista. L’Inter parte bene, con una buona dose di aggressività. Al 13’ arriva il gol del vantaggio della Lazio che spezza un po’ le gambe ai padroni di casa: Luis Alberto pennella un cross per la testa di Milinkovic Savic che sovrasta Brozovic e insacca. L’Inter sembra scossa dal gol subito e non riesce a reagire fino all’inizio del secondo tempo, quando prova una reazione più convinta. Il possesso palla è in mano ai nerazzurri che però non riescono a pareggiare per meriti dell’ottima organizzazione difensiva degli avversari, i quali si chiudevano bene per poi ripartire in contropiede. Handanovic tiene in piedi la sua squadra con un miracolo su Caicedo e con altre parate di rilievo. Keita e Politano cercano il gol senza trovarlo. Spalletti prova il tutto per tutto (o quasi): l’Inter passa alla difesa a 3, Candreva sostituisce D’Ambrosio e Nainggolan sostituisce un deludente Borja Valero. Tutti i cross tentati risultano inefficaci, imprecisi e innocui per la difesa laziale; Candreva sbaglia qualunque cross e non riesce mai a saltare il proprio avversario. Nel finale Spalletti fa uno strano cambio, togliendo dal campo l’unica punta Keita per inserire Joao Mario. Così termina il match tra i fischi dei tifosi delusi.

SPALLETTI E ICARDI
Il mister dell’Inter può ritenersi uno dei maggiori colpevoli per la sconfitta. Innanzitutto non dà continuità al buon centrocampo visto nel derby, schierando Borja trequartista (fuori ruolo) e Vecino nuovamente arretrato. Non riesce a trovare alcuna soluzione tattica a partita in corso, ci prova con il passaggio alla difesa a 3 ma non c’era nessuno in area pronto a ricevere i cross, peraltro imprecisi, dei compagni. Proprio in merito a questo, fa clamore l’ultima sostituzione effettuata. In panchina c’era Colidio della Primavera (probabilmente troppo acerbo e poco strutturato fisicamente per svolgere quel compito) e Ranocchia, usato altre volte per gli assalti finali. Risulta abbastanza strano da dire ma “perché non ha messo Ranocchia?”.

Il prepartita e il postpartita sono stati focalizzati sulla questione Icardi (non convocato da Spalletti). Prima Nicoletti, il legale di Icardi, aveva espresso la propria sorpresa per la mancata convocazione, poi Marotta aveva difeso l’allenatore, giudicando come “fantacalcio” l’idea che un mister debba avvisare un avvocato per fare le convocazioni. Nel dopo gara Spalletti ha alimentato la polemica gettando benzina sul fuoco. Con le sue parole ha difeso l’Inter e sé stesso, alimentando però certe polemiche che sembravano avviarsi verso la fine. Il tecnico di Certaldo ha spiegato che la sua decisione su Icardi riguardava soltanto questo match ed era una punizione nei suoi confronti (come era già capitato ad altri come a Nainggolan), lasciando però buone possibilità per una sua convocazione per la prossima partita. Ha definito “umiliante” il fatto che, per far tornare ad indossare la maglia dell’Inter ad un giocatore, ci sia stato bisogno dell’intervento di un mediatore

INTER FOREVER
Le leggende dell’Inter, ospiti d’onore del Tottenham per festeggiare l’apertura del nuovo stadio, hanno battuto per 5 a 4 gli inglesi, grazie al gol nel finale di Kharja. Ancora imbattuta la squadra di Inter Forever, allenata da Toldo ma che aveva in panchina un allenatore-tifoso in più: Mourinho. Nonostante l’età e i ritmi di gioco chiaramente lenti, tante le giocate di livello, grande partita di Veron e del solito Zanetti.

Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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