Il Max Factor e la maledetta primavera (degli altri)

Una partenza a rilento spesso pregiudica una stagione intera, ma non se in panchina c'è lui..

di Samuele Valori
Samuele Valori
(4 articoli pubblicati)
Genoa CFC v Juventus - Serie A

Da oramai 4 anni in questo periodo si sentono i soliti discorsi sentenziosi del tipo “La Juve vince ma non convince”, “Non è la Juventus schiacciasassi della scorsa annata”.
La memoria è corta, probabilmente offuscata ogni anno dagli accecanti finali di stagione che cozzano inevitabilmente con i nuovi inizi.
Nell’estate del 2014, tra varie polemiche, Allegri si sedeva sulla panchina bianconera portando con sé il proprio modo di lavorare, la sua filosofia, se si può scomodare il termine.

 Nel 2008-09, alla sua prima panchina in Serie A col Cagliari, l’allenatore livornese chiude la stagione con un sorprendente nono posto, ma se si osserva la prima parte di campionato la domanda che ci si pone è se abbiano sbagliato a scrivere i risultati.
Nelle prime cinque giornate 0 punti,  con annesse sconfitte pesanti come quella alla prima giornata in casa contro la Lazio, 1-4; alla prima del girone di ritorno i sardi vinceranno a Roma ribaltando il risultando dell’andata, 1-4 all’Olimpico.

 Le ultime tre stagioni juventine, più questa attuale, sono state tutte caratterizzate da un inizio poco brillante seguito, da dicembre in poi, da un finale prorompente.
Il caso più clamoroso è quello del campionato 2015-16: la Juventus agli inizi di novembre era addirittura fuori dai primi quattro posti, poi sappiamo tutti come è finita.
Non è facile dire se questa tendenza delle squadre di Allegri sia più un pregio o un difetto, al massimo la si può definire rischiosa.

Anche ieri in conferenza stampa al termine di Juventus-Crotone il tecnico livornese ha ribadito il suo punto di vista, “i punti più importanti si fanno a marzo”.
Una cosa è certa: se quest’anno i bianconeri non arrivano davanti sarà grande merito degli avversari, ma la mancata vittoria non sarà da imputare alla partenza a rilento, bensì ad un mancato risveglio, al malfunzionamento del fattore Max.
Per gli avversari di Allegri la speranza non è l’ultima a morire, ma la “prima a nascere”: il problema è conservarla e custodirla, soprattutto da dicembre, per evitare che a primavera sia già stata spazzata via.

Fonte: l'autore Samuele Valori

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