Gli scontri fuori da San Siro non riguardano il calcio, il razzismo sì

Da distinguere quello che è successo fuori dallo stadio con quel che è successo all'interno

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(179 articoli pubblicati)
FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A

Notte folle a San Siro. Non è il titolo di un film o di una canzone. Lo storico Boxing Day tutto italiano si è tinto di rosso sangue e di vergogna. Una giornata nera che rischia di macchiare non solo la reputazione del nostro calcio (già scricchiolante, ma in ascesa da questa estate), ma anche del movimento legato al mondo delle tifoserie (quelle vere, come le famiglie o i gruppi di amici, non i delinquenti). Mondo già sotto la lente d'ingrandimento per tutto quel che è successo negli ultimi anni. 

Quello che però va distinto sono i fatti successi fuori dallo stadio e quelli all'interno. All'esterno di San Siro, gli scontri tra le due fazioni, culminati con la morte del già daspato Daniele Belardinelli, sono a mio modesto parere da dissociare con il movimento calcistico. Si tratta di una guerriglia tra gruppi organizzati di individui che usano come pretesto i colori della maglia solo per pestarsi. Un movimento deviato, violento e disturbante, che suo malgrado colpisce tutto il nostro pallone. Un sottobosco culturale che lascia un'immagine sempre più oscura e intollerabile da vedere e sentire.

Diverso il discorso dei cori razzisti contro il napoletano Kalidou koulibaly; si è trattato di cori inaccettabili, lanciati però solo da una parte ristretta della tifoseria, quella più timida intellettualmente. In definitiva giocare a porte chiuse è una decisione non molto condivisibile, in quanto gli episodi fuori dal Meazza sono imputabili a individui che usano il colore della bandiera solo come pretesto per sfogarsi. La squalifica della curva interista può essere una decisione giusta, a patto che i responsabili dei cori razzisti vengano individuati e puniti. Il calcio ha bisogno di norme severe, che coinvolgano in primo piano la politica. Non ci stancheremo mai di dirlo, ma le leggi durissime di Margaret Thatcher hanno trasformato la Premier League nello spettacolo che è adesso, azzerando quasi completamente gli incidenti, prima, durante e dopo il match.

Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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