Giampaolo, la faccia triste di un Milan che sta per affondare

Il tecnico, con Maldini e Boban e una dirigenza che pensa più alla finanza che allo sport, è al comando di un gruppo allo sbando che rischia seriamente la B

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(318 articoli pubblicati)
AC Milan v ACF Fiorentina - Serie A

E' triste vedere il Milan così in basso,  giocare in maniera  talmente brutta da avere voglia o di lasciare lo stadio, o se si è stati più fortunati, di cambiare canale guardando magari "Vite da Copertina" o "Matrimonio a prima vista": soluzioni sempre oltremodo deprimenti, ma almeno ci si ride su. Il tifoso italiano è molto ostile, razzista a convenienza, a volte anche un po mafioso in alcune componenti becere, violento, ma soprattutto a San Siro, per la gran parte, se ne intende di calcio.

C'era una volta Rino Gattuso, un ragazzo di Calabria dalla bestemmia facile e dalla arrabbiatura estrema, campione del Mondo 2006 e allenatore che in due anni ha portato il Milan, giocando anche piuttosto male ma mai a questi livelli di bassezza anche  gastronomica e palesemente antidigestiva, a sfiorare la Champions League. C'era e non c'è più ringhio, la sua idea era quella di prendere tre giocatori  di esperienza per reparto tenendo Cutrone, unico giovane che valeva qualcosa e che sentiva la maglia rossonera.

Scaroni, coadiuvato da  due noti esperti come Boban, di cui si erano perse le tracce dopo aver smesso, e Maldini, divenuto nel tempo venditore di appartamenti con esiti addirittura imbarazzanti, che solo per puro caso le precedenti proprietà con gli occhi a mandorla con un certo sapore brianzolo, sempre molto arruffone e raffazzonate e anche esse incompetenti in un un modo piuttosto sospetto, avevano accuratamente tenuto lontano da Milanello, hanno deciso di cacciare Gattuso e prendere Giampaolo. Marco Giampaolo, secondo racconti tramandati nei secoli, è un abruzzese burbero che in passato ha sofferto anche di una grossa depressione: malattia di certo importante ma mai un buon segno in un ambiente che avrebbe bisogno di una scossa. 

Il tecnico ha nel suo palmares tutta una serie di risultati inutili conditi da un bel gioco, che sinceramente mi è sempre sfuggito nella sua totalità, con la fama  di sapere fare crescere i giovani. Al Milan ne voleva due: Andersen e Praet, ovviamente andati altrove.  Maldini e Boban hanno invano inseguito Correa dell'Atletico Madrid, che chiedeva la folle spesa di cinquanta milioni di euro: per fortuna questo scandaloso bidonaccio abile più a scaldare la panchina con Simeone e di cui sfuggono opere ed omissioni, è sfumato.  

Sono arrivati a Milanello fuoriclasse del calibro, che ovviamente spara a salve,  di  Duarte, Theo Hernandez (fratello scarso del nazionale francese, abile solo a correre ma privo di materia grigia),  Bennacer e Krunjic spendendo uno sproposito di  soldi. Paquetà, unico vero trequartista della squadra, è entrato in crisi ed è stato accontentato dal simpatico e gioviale tecnico abruzzese.  Suso è stato sfigurato in ruoli non suoi, e nemmeno Giampaolo non ha voluto capire che non è Robben che, anche 100 volte, si accentrava e prendeva la porta.  Il giocatore spagnolo, che con Donnarumma e Kessie nei sogni dei geniali dirigenti rossoneri andava ceduto per fare casa, è un mancino che se giocasse anche sul suo piede potrebbe essere fortissimo. 

Piatek poi ha smesso di segnare e la formazione rossonera è praticamente la stessa dell'anno scorso con ruoli diversi, senza gioco e senza idee. I giocatori preparati malissimo camminano, e male, e ogni domenica si rischia la disfatta.

Cosa succederà: domenica a Genova arriverà l'esonero del tecnico, meritato perché comunque ha peggiorato una squadra che almeno a un certo livello era competitiva. La sua faccia funerea e il viso da perdente non fanno parte della storia del Milan che rischia seriamente la serie B se non ci sarà una inversione a breve. La società è solo un fondo di capitali che serve per fare girare soldi in modo più o meno lecito, purtroppo Giam che sta affondando. Facciano le valigie e vadano via: per il bene del Milan e del calcio italiano. Altro che nuovo San Siro: non deve essere permesso questo scempio alla dirigenza attuale.

Hellas Verona v AC Milan - Serie A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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