Genova in fondo alla serie A: sarà durissima rialzare la testa

Una classifica davvero drammatica per due società divise tra cambi societari presunti e contestazioni delle rispettive tifoserie

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(315 articoli pubblicati)
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Dopo la tragedia del Ponte Morandi, nell'anno della ricostruzione dopo il disastro, Genoa e Sampdoria si sono trovate unite nel dolore, continuando nella loro rivalità ma andando avanti nella medesima direzione.  Un viaggio che sembrava nuovo per una città, quella della Lanterna, che da anni è in stato di continua crisi e di degrado umano e sociale.

La città di   De Andrè, del teatro della Tosse, di comici straordinari  che ha nel calcio una ottima tradizione (qui è nato davvero il football in Italia)  ma anche una storia di sofferenze e di sconfitte non da poco. 

Lasciando perdere il passato e la storia è davvero triste vedere queste due società così gloriose in fondo alla classifica  senza grosse prospettive. Le due dirigenze, molto diverse come impostazioni e uomini ma ugualmente contestate,  rischiano un clamoroso e doppio flop che potrebbe culminare con la retrocessione in serie B.

Preziosi da anni è contestato dalla tifoseria, anche se a sua discolpa va detto che questa è la serie più lunga in serie A della sua storia:  la colpa del presidente, che  fu squalificato e costrinse il Genoa alla serie C  per avere cercato di corrompere l'arbitro nella gara promozione in serie A col  Venezia, è quella di avere giocato con i conti facendo diventare  Pegli  come una  specie di albergo dalle porte girevoli.   Gasperini  se ne è andato diversi anni fa, e dopo di lui ogni stagione è stata un coacervo di sofferenze, di esoneri e arrivi assurdi (l'anno scorso Ballardini e Juric) che ha rischiato diverse volte il capitombolo in serie B.

Ferrero, emanazione fisica di Garrone (a Genova sponda blucerchiata tutti sanno che è così), sta cercando di vendere la squadra da inizio settembre a un presunto gruppo guidato dall'ex  Gianluca Vialli. Una sorta di leggenda metropolitana che non si concretizza mai e che rischia di portare alla totale smobilitazione la squadra.

Andreazzoli e Di Francesco  (più il secondo oggi, che il primo) sono con un piede fuori da Marassi.  I rossoblu erano partiti con grosse ambizioni soprattutto con l'arrivo di  Shoene dall'Ajax:  evidentemente non si conosceva il giocatore, un onesto medianaccio senza ne arte ne parte, che faceva da scudiero ai giovani lancieri olandesi ma di sicuro era l'anello debole della squadra. Illusi dagli arrivi di   Pinamonti  e di altri,  i supporter erano convinti di fare una stagione senza problemi guardando addirittura all'Europa. Andreazzoli, retrocesso tra gli applausi a Empoli, rischia di fare il bis.

I blucerchiati, dopo aver perso Andersen e Praet, oltre al tecnico Giampaolo  (ideale per questa piazza, non sicuramente per il Milan), si sono completamente persi e sono ultimi in classifica. Anche Di  Francesco ha le sue colpe mostrando schemi cervellotici e ripensamene ancora più inquietanti.  E' pronto  Pioli, ma la situazione è disperata.

Cosa potrebbe accadere? Non lo sappiamo, di certo  Marassi  e i tifosi di entrambe le fazioni non meritano di avere compagini così deprimenti senza la speranza di volare nei sogni come la città di Genova meriterebbe di volare. Ma si sa che nei posti di mare le onde a volte diventano così travolgenti da lasciare, al termine del  loro violento avvento, solo macerie. Ma questa è un altra storia...

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Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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