Fiorentina: adesso c’è da essere ottimisti?

Dopo un'estate burrascosa, in casa Viola sembra sia arrivato un po' di sereno. Che ci sia spazio per traguardi importanti?

di Edoardo Gori
Edoardo Gori
(17 articoli pubblicati)
Mister Pioli

L'estate viola 2017 è stata forse la più deprimente dai tempi della retrocessione: Della Valle pronto a vendere, un mercato fatto più di cessioni che di acquisti e una piazza che oramai pareva del tutto priva d'entusiasmo. L'era Sousa, terminata con una stagione che sapeva tanto di transizione dolorosa, pareva l'ultimo scampolo di una società oramai pronta a soccombere in zone pericolose della Serie A. Il mercato di Corvino non aveva per niente fatto sognare, anzi, andare era al Franchi per un tifoso fiorentino pareva quasi un atto di autolesionismo estremo. A dare qualche sollievo c'era solo l'arrivo di Pioli, allenatore in gamba che però in passato ha sempre avuto la disdetta di sedersi sulla panchina giusta nel momento sbagliato (basti vedere l'ultima sua esperienza all'Inter).

Dopo quasi un girone la Viola tutto sommato non è del tutto decaduta: è settima a cinque lunghezze dall'Europa League ed è a pari punti col Milan, cosa su cui nemmeno il tifoso più ottimista di Firenze avrebbe mai scommesso un euro (senza scendere a discutere su quanto siano più importanti i meriti della Fiorentina o i demeriti dei rossoneri). La squadra ha avuto i propri momenti cupi ma tutto sommato pare avere un'anima: Bernardeschi se n'è andato, ma Chiesa sta facendo di tutto per non farlo rimpiangere; Thereau mostra sprazzi di genio che danno fiducia; Veretout è la vera rivelazione del mercato; in difesa Pezzella pare un ottimo investimento e accanto a Astori pare in sintonia. Forse ci si aspettava qualcosina in più da Simeone, ma il Cholito pare in crescita.

Ha avuto qualche calo Benassi nelle ultime uscite, ma anche lui è stato determinante in alcune circostanze. Insomma, dopo la grande depressione estiva, a Firenze si vede qualche sorriso, in attesa che i piani alti della società facciano capire quanto si vuole tornare a fare sul serio. Pioli dovrà analizzare molto bene le carte a sua disposizione, ma sa che ha del buon materiale, almeno per fare un campionato nella prima parte della classifica. Per l'Europa League molto dipenderà dalla crescita della Sampdoria e dal possibile risveglio del Milan, senza sottovalutare il Bologna che da tanto tempo vuole raccogliere soddisfazioni che gli mancano. La nave prosegue a navigare a vista e forse ancora è presto per capire quanto davvero questa Viola possa far tornare a innamorare il proprio seguito, ma almeno per ora sembra che la tempesta sia stata superata. E su questo, specialmente in riva all'Arno, non erano in tanti a scommetterci.

Chiesa
Fonte: l'autore Edoardo Gori

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