Fiorentina: la serata magica di Veretout non è stata un caso

La tripletta del centrocampista francese ha sorpreso tutti ieri sera, ma l'acquisto di questo giocatore in estate era probabilmente passato troppo in sordina

di Bernardo Cianfrocca
Bernardo Cianfrocca
(6 articoli pubblicati)
ACF Fiorentina v SS Lazio - Serie A

Jordan Veretout è stato uno degli acquisti dell'ultima sessione estiva di calciomercato della Fiorentina, la più rivoluzionaria portata avanti dalla società viola negli ultimi anni.  Decomposto un nucleo storico di giocatori in grado di dare molte soddisfazioni dal punto di vista del gioco e delle prestazioni, meno nei risultati, la strategia di Pantaleo Corvino fu subito chiara: abbassamento del monte ingaggi e creazione di un nuovo blocco di giocatori, più giovane, dalle grandi motivazioni per crescere o ritrovarsi, voglioso di fare un salto importante. 

Federico Chiesa, l'uomo già presente in casa, era e resta tuttora, dopo la prima vera stagione da protagonista in Serie A, l'esemplificazione migliore di questo progetto tecnico. E l'acquisto di un ulteriore figlio d'arte, Simeone jr, si inseriva alla perfezione in questo solco. Accanto però a loro, giovanissimi dal probabile ottimo avvenire, sono stati accostati calciatori  considerati grandi promesse in passato, ma non in grado di mantenere tali aspettative nella prima fase della loro crescita. Veretout, Biraghi, Benassi, tutti nati nei primi anni Novanta, giocatori dai quali ci si attendeva una crescita più veloce e consapevole, ma ancora in tempo per dimostrare di potersi inserire in palcoscenici di primo rilievo. Se i due scuola Inter erano già noti al pubblico italiano, più perplessità c'erano sul centrocampista francese: avrebbe saputo adattarsi un giocatore che, dopo aver fatto molto bene in patria, non si era affatto ripetuto nella sua prima esperienza all'estero? 

Già, perché Veretout, dopo essersi preso, appena maggiorenne, le chiavi del centrocampo del Nantes e della talentuosa Francia campione del mondo Under 20, tentò di attraversare La Manica nel 2015. Il risultato fu deludente: l'Aston Villa, club che lo acquistò per 8 milioni di euro, retrocesse in Championship dopo 28 anni di permanenza in Premier. Il classe 1993 dovette accontentarsi di 25 presenze scialbe, senza alcun acuto. Una delusione palpabile per un centrocampista che, con buoni piedi e grande visione di gioco, aveva dimostrato di avere confidenza con il goal.  6 nella sua prima stagione da professionista col Nantes in Ligue 2 nel 2011/2012, 7, conditi da altrettanti assist, nel campionato precedente al trasferimento, quando sembrava ormai pronto al salto di qualità. Tra queste due stagioni, oltre alla promozione del Nantes in massima serie, c'era stato il già menzionato mondiale under 20 del 2013. Veretout, senza ancora alcuna presenza in Ligue 1, ricevette le chiavi di una squadra che poteva già annoverare nomi altisonanti, da Pogba e Kondogbia fino a Zouma, Thauvin, Digne e Umtiti. Nonostante un bagaglio di esperienza inferiore a quello di questi più blasonati compagni, Veretout non sfigurò nella vittoriosa competizione, segnando un goal negli ottavi contro la Turchia e uno dei rigori decisivi nella finalissima contro l'Uruguay. 

Indizi di un piede destro che, sin da subito, brillava per freddezza e capacità di far male da fermo. La punizione e il rigore segnati ieri sera non rappresentano una novità. Nei 10 goal segnati finora in stagione da Veretout, massimo in carriera, 6 sono arrivati su calcio piazzato, 4 su rigore e 2 su punizione. Ridurlo però a mero esecutore svilirebbe le sue altre capacità, quali l'inserimento negli spazi e la capacità di dettare il pressing. I goal nel girone di andata contro Roma e Sassuolo sono esempi perfetti per capire quest'altra dinamica del gioco di Veretout, spesso confinato al ruolo di regista davanti la difesa per le sue caratteristiche, ma in grado anche di rendersi una mezzala funzionale con pochi limiti. 

La partita contro la Lazio è stata una serata per alcuni versi irreale, ma non deve indurre all'errore di considerare Veretout come un giocatore in grado di regalare solo perle sporadiche, quanto un centrocampista dalle tanti armi per confermarsi uno dei migliori del nostro campionato. 

Udinese Calcio v ACF Fiorentina - Serie
Fonte: l'autore Bernardo Cianfrocca

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