CR7-Juve: quanto durerà la dittatura bianconera?

L'arrivo del cinque volte pallone d'oro ha allargato ancora il gap presente tra la Juve e le sue avversarie. Resistenza o decennio di tricolori?

di Giuseppe Lo porto
Giuseppe Lo porto
(24 articoli pubblicati)
CR7Juve

Da quando sono iniziate le prime voci sul possibile trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juventus, l'opinione di molti esperti è stata che "il colpo del secolo" avrebbe fatto bene a tutto il calcio italiano. Dal punto di vista commerciale, il ragionamento non fa una piega. Il fuoriclasse portoghese assicura, infatti, il tutto esaurito non solo a Torino, ma in ogni stadio in cui la Juventus si recherà. Inoltre questo colpo fa riacquistare appeal internazionale alla Serie A che tornerà, finalmente, ad essere sulla bocca e gli occhi di tutti come accadeva fino ad un decennio fa. Basti solo pensare alla risonanza mediatica che ha avuto il CR7Day, con giornalisti e tv presenti da tutto il mondo. Se veniamo però alle sole questioni di campo, ci si può facilmente rendere conto che l'aggiunta del giocatore più dominante del pianeta nella squadra che ha, a sua volta, dominato gli ultimi sette campionati, è un vero e proprio problema per la competitività.  Tra le possibili antagoniste è, per il momento, l'Inter quella che sembra essersi più avvicinata. Su tutti, gli arrivi di Nainggolan e De Vrij fanno ben sperare i supporters nerazzurri.

Basteranno per colmare i 23 punti della scorsa stagione? Difficile, contando anche le partenze di due pezzi fondamentali come Cancelo, trasferitosi proprio a Torino, e Rafinha. Il Milan è preso dai discorsi societari e, di conseguenza, ancora immobile sul mercato. Il Napoli, arrivato ad un soffio dal tricolore pochi mesi fa, ha ingaggiato un fuoriclasse della panchina come Carlo Ancelotti. I colpi, però, non sembrano ancora essere all'altezza del tecnico ex Bayern. Gli acquisti di Verdi e Ruiz, infatti, non possono bastare per competere nuovamente con CR7 e compagni. La Roma è quella che si è mossa di più, ma la politica dell'autofinanziamento costringe ogni anno i giallorossi a cedere pezzi importanti. Gli arrivi di Pastore e Cristante si compensano con le cessioni del ninja Radja e di quella, che sembrerebbe imminente, di Alisson.

La Juventus partirà dunque inevitabilmente favorita. Nulla di nuovo sotto l'ombra della Mole, contando che in nessun altro campionato è presente un dominio così duraturo. Non è quindi CR7 che cambierà le gerarchie, piuttosto aiuterà a consolidarle. Il successo in campo europeo, come ammesso dallo stesso Ronaldo, è dato da molti fattori. La Champions non deve quindi essere un'ossessione, ma un sogno difficile da realizzare e al contempo possibile. La Juventus probabilmente più forte di sempre partirà per vincere tutto, ma nulla potrà essere dato per scontato. Le motivazione delle avversarie saranno ancora più grandi e dovranno dare tutto per farcela. Per battere una squadra già storica con l'aggiunta di CR7 però, almeno in Italia, potrebbe non bastare.

Fonte: l'autore Giuseppe Lo porto

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