Calcio in tv: può avere ancora un futuro nella televisione pubblica?

La recente vicenda dell'assegnazione dei diritti tv del triennio 2018/2021 al duo Sky-Perform ci mette di fronte a questo interrogativo

di Dario D'antoni
Dario D'antoni
(3 articoli pubblicati)
Il logo di Sky per celebrare l'acquisizione dei diritti tv della Serie A

Per un momento si è corso il rischio di far sparire dal palinsesto una fetta della storia televisiva italiana, rappresentata da una trasmissione come 90° Minuto. Si perchè la dura lotta per accaparrarsi i diritti per la trasmissione dei prossimi campionati di Serie A, stava per mietere una vittima eccellente come lo storico programma della Rai, che va regolarmente in onda dal 1970.

Per fortuna non è andata proprio così. Come annunciato dal presidente della Lega Calcio lo scorso 13 giugno, Guglielmo Miccichè "Abbiamo richiesto e ottenuto maggiore elasticità da parte dei due soggetti aggiudicatari nella trasmissione dei prodotti in chiaro. Anche per i prossimi tre anni la storica trasmissione della Rai andrà in onda. Ho appena chiamato il direttore generale della Rai per comunicarglielo". Rimane in vigore comunque, il divieto di trasmettere in chiaro le partite del sabato sera fino al pomeriggio di domenica.

Il cammino per l'acquisizione del pacchetto delle prossime stagioni della Serie A è stato lungo e tortuoso. Dopo l'iniziale assegnazione alla catalana Mediapro, revocata poi dal Tribunale di Milano a causa di  violazioni delle regole della libera concorrenza, il verdetto finale è stato dunque emesso: Sky e Perform si sono aggiudicati i diritti televisivi per il periodo 2018-2021, diritti che sono stati concessi per una cifra superiore ai 973 milioni di euro (considerando però la Coppa Italia e i diritti esteri si arriva a circa 1,4 miliardi). I club potranno incassare 1.343 milioni all’anno, registrando un incremento del 16,4% dal triennio precedente e del 46% dal 2010. Numeri positivi che testimoniano una crescita di appeal e di interesse attorno al nostro campionato, dato reso ancor più tangibile dalla maggiore presenza dei tifosi negli stadi durante lo scorso campionato (+15%).

L'abbonamento al pacchetto calcio di Sky, che ha investito 780 milioni di euro medi annui per 3 anni, permetterà la visione di 7 partite su 10, il 70% dell’intero campionato. In diretta solo su Sky due anticipi del sabato (alle 15 e alle 18), due match della domenica pomeriggio alle 15, quello delle 18, oltre al posticipo delle 20.30 e la novità del Monday Night, lunedì alle 20.30. Le partite in esclusiva saranno quindi più del doppio rispetto alle precedenti stagioni e includeranno 16 dei 20 big match.

Perform, con un esborso di 193 milioni annui per l'ultimo pacchetto (quello da 114 match) si è invece assicurata 3 gare, una sabato alle 20.30 e 2 la domenica, alle 12.30 e 15: queste andranno in onda sulla piattaforma streaming Dazn (già attiva in Germania, Austria, Svizzera, Giappone e Canada).  Ma le novità non finiscono qui, perchè è fresca di ufficialità la notizia che Dazn trasmetterà tutte le 472 partite della Serie BKT (428 in esclusiva), per 3 anni. “Siamo orgogliosi di poter annunciare che Dazn diventerà la nuova casa della Serie B ” ha commentato Jacopo Tonoli, Chief Commercial Officer di Perform Group. “Daremo il benvenuto ai tifosi sulla nostra piattaforma nelle prossime settimane, e lo faremo offrendo alcune delle migliori partite della Serie A, l’intera Serie B e altri contenuti che saremo in grado di annunciare prossimamente. Il tutto a una tariffa unica e accessibile, 9,99€ al mese”.

Un investimento da 22 milioni annui più bonus, con le ceneri rimaste agli altri competitors, in questo caso Rai e Mediaset, che lotteranno fino al 10 luglio per ottenere l'esclusiva sull'anticipo del venerdì sera. Lo scenario creatosi segna la sconfitta della televisione pubblica: Russia 2018, con ogni probabilità, sarà l'ultima grande manifestazione calcistica che vedremo nelle reti Mediaset nel giro dei prossimi anni, la Rai si dovrà "accontentare" di trasmettere la partita di Champions League del mercoledì.

Di fronte a questo mare magnum, il dubbio che sorge spontaneo è il seguente: come reagiranno i milioni di italiani appassionati di calcio? Saranno disposti a sottoscrivere nuovi abbonamenti con le pay-tv pur di continuare a seguire lo sport più amato?

Fonte: l'autore Dario D'antoni

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