Il Cagliari si è svegliato ma manca ancora la lucidità

I sardi hanno mostrato coraggio e determinazione, ma pagano a caro prezzo gli errori in zona gol

di Antonio Casu
Antonio Casu
(33 articoli pubblicati)
Cagliari Calcio v AS Roma - Serie A

Era ora. Il Cagliari, messo alle strette da una classifica che lo vede ora terzultimo a due giornate dalla fine, ha ritrovato lo spirito giusto e ha affrontato a viso aperto la Roma. La sconfitta finale di ieri è un risultato bugiardo, capace solo in parte di raccontare l'incontro della Sardegna Arena. La banda di Diego Lopez ha mostrato coraggio e determinazione, elementi fondamentali per chi lotta per non retrocedere, ma a pagato a carissimo prezzo la scarsa lucidità degli attaccanti e, in particolar modo, i gravi errori di Diego Farias, a suo agio solo nelle situazioni più difficili. 

Era ora, e potrebbe non essere tardi. Il paradosso del Cagliari è questo:  ha giocato la miglior partita della stagione nella giornata in cui si è trovata come non mai ad un passo dal baratro. Il calendario non aiuta (Fiorentina e Atalanta, prossime avversarie, lottano per un posto nella prossima Europa League), ma i sardi hanno ancora la possibilità di cavarsela senza guardare troppo i risultati dei rivali. Due successi negli ultimi due incontri regalerebbero con ogni probabilità la salvezza, uno potrebbe essere sufficiente. 

Era ora, ma è arrivato il momento di concretizzare quel che di buono si è visto ieri. Il ritorno alla difesa a quattro ha ridato solidità ad una retroguardia punita solo da una grande giocata di Ünder e il centrocampo, ispirato dalla grande prestazione di Deiola, è stato presente sul piano quantitativo. Le numerose assenze e il calibro dell'avversario rendono più accettabile la sconfitta, ma questa deve essere la base di partenza. Un Cagliari coraggioso, cattivo e fiducioso. Solo così potrà arrivare una salvezza che ora sembra quasi irraggiungibile. Solo così ci sarà qualche rimpianto in meno. 

Non mancheranno, a prescindere da tutto. Il Cagliari non doveva trovarsi dov'è ed è protagonista di un suicidio sportivo che ricorda da vicino quello dell'Empoli di un anno fa. Ci sarà tempo per parlare degli errori fatti e dei colpevoli della disfatta, ma ora bisogna lasciare da parte le critiche e stringersi intorno alla squadra come ha fatto ieri una commovente Sardegna Arena. Il Cagliari non è ancora in B e non si può non pensarlo. Non dopo ieri. Non ora, nel momento in cui ha dimostrato di potercela fare. Proviamoci, tutti insieme. Non è ancora finita. 

Fonte: l'autore Antonio Casu

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