Gianfranco Zola, ovvero “il maghetto di Oleina” e le sue magie

Zola, le sue prodezze e l'amicizia con il Pipe de oro

di Giuseppe Capano
Giuseppe Capano
(16 articoli pubblicati)
Serie A - Cagliari V Juventus

Forse in pochi si ricordano di Gianfranco Zola come giocatore, visto adesso come vice allenatore alla corte di Maurizio Sarri al Chelsea.  Eppure il maghetto di Oliena (come lo definivano i suoi compaesani), è stato uno dei numeri 10 più forti d'Italia, cresciuto alla corte del Napoli di Mardona. Per sua stessa ammissione, la vita gli ha riservato dei doni inaspettati, infatti esplicitamente dichiara: " Mi sono ritrovato dalla serie C alla serie A in pochissimo tempo".  

Guai a pensare che la sua vita sia stata semplice.  Il suo Cagliari (la sua squadra del cuore), lo scarterà considerandolo troppo "gracile". Come già detto, il Napoli punta su di lui e viene subito etichettato come vice Maradona, non male per un ragazzo all'esordio nella massima serie. Le pressioni sono tante in una piazza come quella di Napoli ansiosa di vincere, per questo il talento sardo verrà affidato al capitano partenopeo.  Sotto la sua guida crescerà tantissimo, sopratutto dal punto di vista tecnico. Il primo goal ( con un bellissimo tiro a giro sotto l'angolo), arriverà il 3 dicembre 1989 contro l'Atalanta. 

Una favola  che si condirà con la vittoria dello scudetto al suo primo anno in serie A. Ben presto però la sua vita cambierà proprio a causa della partenza del Pipe de Oro. Lui stesso rassicura la società, indicando in Zola il suo degno sostituto, una sorta di consacrazione affidandogli il macigno della maglia numero 10.  Zola non si fermerà più, continuando ad incantare varie piazze. Da Parma  fino al Chelsea, dove viene ricordato con molto affetto, tanto da ricevere l'onorificenza da parte delle regina Elisabetta  per i suoi cinque anni nel calcio inglese e per la sua mitezza di carattere. 

Alla fine della sua carriera, finalmente riuscirà a coronare il suo sogno: giocare nel suo Cagliari . Con i sordi collezionerà 22 reti su 74 presenze, lasciando a bocca aperta tutti i tifosi per la sua immensa classe. Anche la sua ultima partita in serie A ha qualcosa di epico, a Torino contro i bianconeri guidati da Capello, sigla due reti lasciando in splendido modo il calcio giocato.  Chi ha detto che essere piccoli è uno svantaggio? 

Fonte: l'autore Giuseppe Capano

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