Diego Farias, l’eterno incompiuto di casa Cagliari

Il talento sprecato di un brasiliano troppo fragile

di Antonio Casu
Antonio Casu
(23 articoli pubblicati)
ACF Fiorentina v Cagliari Calcio - Serie

Scuote la testa, Diego. Non è soddisfatto, sa di aver deluso tutti per l'ennesima volta.  Se stesso, soprattutto. Esce dal campo e la sua mente si riempie ancora di pensieri negativi. Il film di Fiorentina-Cagliari gli ripassa davanti, inesorabile. Due errori sottoporta, anche stavolta.  Scuote la testa, forse non ci crede. Si è perso, chissà dove. Non ha più certezze, se non una: per lui i gol facili non sono mai facili. Purtroppo lo dimostra da anni, ed è un peccato. Perché Farias ha un talento sconfinato e avrebbe potuto essere altro. Sicuramente più decisivo, per un Cagliari che avrebbe bisogno del suo genio. Sicuro, concreto e pragmatico, non solo folle. La sua è una carriera fatta di rimpianti, condizionata da una fragilità mentale che vince su tutto il resto. 

Scuote la testa, dopo averla usata per mancare un appuntamento con un gol che manca da troppo tempo.  Sei mesi, un'eternità. L'unico squillo, fortuito, in una stagione negativa. È vero: i 5 assist risollevano la media, ma non basta. Non basta mai. Dov'è finito Farias? Dov'è il giocatore che, tra alti e bassi, aveva messo a segno 29 reti nelle tre stagioni precedenti? Spietato, non solo in B. Un vero trascinatore, seppur spinto più dalla classe che da una mentalità davvero vincente. Uno di quelli che si possono amare, oppure odiare. Senza compromessi. È fatto così, Diego. Prendere o lasciare. È una scommessa continua, sempre in all-in. 

Scuote la testa, perché le sliding doors del destino l'hanno fatto scontrare ancora con le divinità del calcio.  Dove sarebbe arrivato, se avesse avuto un carattere più deciso? Chi sarebbe oggi Diego Farias, col carisma dei grandi campioni? Ora è difficile pensarlo. Il genio porta con sé la sregolatezza, in buona parte dei casi. E l'ordinarietà, forse, avrebbe limitato la straordinarietà di alcune giocate. Dubbi su dubbi, senza certezze.  Pochi mesi fa, ad un passo dal Sassuolo, valeva 8 milioni di euro. Oggi chissà. Anche se Farias è sempre Farias, Quello delle giocate impossibili, allergico all'essenzialità. Ma se togli anche le prime, non resta altro che un ventottenne malinconico. Un talento sprecato. Un rebus irrisolvibile. Un eterno incompiuto.  Ma credici ancora, Diego. Lascia perdere i rimpianti. Provaci, nonostante tutto. Alza la testa, non scuoterla più. Il novantesimo minuto è ancora lontano. 

Fonte: l'autore Antonio Casu

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