Cinque scemi non fanno una tifoseria razzista

L'episodio ieri sera alla Sardegna Arena in occasione del gol di Lukaku

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(23 articoli pubblicati)

Sentenziare tutti per colpa di qualcuno. Capita spesso e non lo trovo giusto. Non lo trovo corretto, eccopoiché gli ululati di taluni (che con lo sport non c'entrano niente) non possono macchiare l'immagine di altrettanti presenti che invece stanno lì allo stadio per sostenere la propria squadra del cuore. Non lo trovo nemmeno coerente con la logica scolastica e puritana del non giudicare mai a prescindere: non si può fare di tutta l'erba un fascio, gettando colpe anche su chi colpe non ne ha in virtù di qualche scellerato magari seduto nella poltroncina accanto. Lo si ribadisce tante volte, insomma, questo concetto non proprio desueto. Ma quasi mai si mette in pratica.

Proprio ieri, alla Sardegna Arena, in occasione di Cagliari- Inter, una scena spiacevole che si ripete da anni e in quasi tutti gli stadi: al gol di un calciatore di colore sotto la curva avversaria si sono uditi dei latrati razzisti.

Un gesto da condannare e criticare, ci mancherebbe. Ciò che però mi sfugge è  perché certi addetti ai lavori nell'abito della comunicazione dipingano l'isolato episodio come figlio di uno scenario in linea con il modus operandi comune. Cosa del tutto errata e squallida, perché ieri, nella curva dei tifosi del Cagliari Calcio, tanti ultras degni di questo nome hanno speso le loro energie e la loro voce per incoraggiare i propri beniamini e non per offendere i giocatori della squadra ospite.

I razzisti (e non tifosi) sugli spalti non mancano mai: dai campi di provincia fino a quelli professionistici. Da Nord a Sud, passando per il centro Italia e comprendendo le isole. Nessuna zona territoriale è esclusa: questo è fondamentale ribadirlo. E pure con una certa vergogna.

No, non si deve cadere nella trappola dell'odio. O perlomeno non si dovrebbe. Nel rispetto di crede nei valori del calcio e del tifo vissuto in prima persona. Non lo si deve fare perché, ai giorni d'oggi, far passare certi concetti per buoni è assai pericoloso. Non sia mai che la gente, nel mondo sportivo e non, pensi che a Cagliari argomenti quali tolleranza e rispetto siano merce rara nel panorama calcistico. 

Si condannino i gesti e paghino i colpevoli. Ma guai a mettere etichette scomode ad un intero comparto come è accaduto in questo caso ai tanti veri e onesti tifosi rossoblu. Anche perché in tempi come questi, così politicamente scorretti, non possiamo proprio permettercelo.

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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