Cagliari: Leonardo Pavoletti vale davvero 12 milioni di euro?

L'attaccante del Cagliari, autore di 9 reti, sta ripagando la fiducia della società sarda. Ma non mancano i margini di miglioramento

di Antonio Casu
Antonio Casu
(30 articoli pubblicati)
Benevento Calcio v Cagliari Calcio - Ser

Quanto vale davvero Leonardo Pavoletti? Rispondere non è semplice e applicare dei criteri scientifici per arrivare ad una soluzione, anche in relazione all'effetto domino innescato dall'acquisto monstre di Neymar da parte del PSG, è quasi impossibile, ma si possono fare diverse considerazioni. Quando a inizio stagione il Cagliari ha sborsato dodici milioni di euro, la cifra più alta mai investita per un calciatore, per assicurarsi le sue prestazioni, molti hanno storto il naso.  Seppur reduce da un'esperienza negativa col Napoli di Sarri, l'attaccante ventinovenne ha portato con sé un curriculum di tutto rispetto, costruito con una lunga gavetta, un rapporto altalenante con il Sassuolo ed un exploit strepitoso al Genoa (23 reti in 45 presenze), culminato con l'esordio in Nazionale.  

Niente male, per uno che sembrava destinato ad un'onorevole carriera in B. A Napoli, tuttavia, qualcosa si è rotto: Pavoletti, mai tenuto in considerazione da Sarri, ha perso sei mesi di carriera e ha visto interrompersi un'ascesa che sembrava inarrestabile. Non aveva dimostrato di valere i diciotto milioni sborsati da De Laurentiis, pur senza avere granché da recriminarsi.  Per questo (e solo per questo) diversi tifosi del Cagliari l'hanno accolto con una certa diffidenza: l'eredità di Borriello, autore di 19 reti nella stagione scorsa, era pesante, e Pavoletti non sembrava avere le spalle abbastanza larghe. I fatti, invece, stanno dando ragione a lui e a chi ci ha creduto. 

Se si considerano la carenza di minutaggio nei mesi trascorsi a Napoli (seguita a un lungo infortunio nell'ultimo periodo genoano) ed un'indispensabile fase di ambientamento nella nuova realtà rossoblù, i nove gol messi finora a segno (otto di testa, secondo in Europa nella speciale classifica dopo Stuani del Girona) rappresentano un bottino soddisfacente. Pavoletti, mal assistito dai compagni (ieri abbiamo parlato di Sau) e sfavorito dalle tattiche difensiviste di Lopez, tiene in piedi, quasi da solo, l'attacco del Cagliari. Arrivato a sei giornate dalla fine del campionato, l'obiettivo minimo della doppia cifra è ampiamente alla portata, e il lavoro oscuro che fa per la squadra contribuisce ad una considerazione positiva del suo primo anno in Sardegna. Pavoletti, arrivato in punta di piedi e con grande umiltà, sta ripagando la fiducia di Tommaso Giulini, lungimirante nel puntare su di lui. 

I margini di miglioramento, tuttavia, non mancano, e Pavoletti dovrà fare un passo in avanti per dimostrare una volta per tutte di valere una cifra così importante. Dovrà crescere nel finalizzare le palle gol più semplici come ha fatto sabato scorso contro l'Udinese (non ha ancora ritrovato il cento per cento della forma e si vede, soprattutto in area di rigore) e non potrà più limitarsi a far pesare centimetri e chili. Il Cagliari, dal canto suo, dovrà individuare un tecnico che  sappia valorizzarne le caratteristiche (meglio se in un attacco a tre o come punta unica) e ripartire, il prossimo anno, con una certezza: Leonardo non è, semplicemente, Pavoletti. È Pavoloso.  

Fonte: l'autore Antonio Casu

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