Cagliari, il peggio è passato ma questa stagione deve servire da lezione

I sardi hanno la grande occasione di imparare dagli errori fatti

di Antonio Casu
Antonio Casu
(33 articoli pubblicati)
Cagliari Calcio v Atalanta BC - Serie A

"L'unione fa la forza". Diego Lopez l'ha ribadito più volte nella giornata di ieri, e non è difficile comprendere il motivo: il Cagliari,  ad un passo da retrocessione fino a due settimane fa, ha conquistato la permanenza in A con la caparbietà del collettivo e di un popolo intero, stretto intorno ai rossoblù. Non era facile: il terzultimo posto provvisorio della 36esima giornata, unito ad un calendario che li vedeva impegnati negli ultimi due turni con Fiorentina e Atalanta, aveva fatto tremare i sardi. Lo spettro della B era più che concreto e molti si aspettavano il peggio. Ma per fortuna non è andata così. Il Cagliari, protagonista di una stagione globalmente negativa, ha affrontato con coraggio, determinazione e lucidità gli ultimi ostacoli, meritando la salvezza. Gli errori fatti in precedenza, tuttavia, restano. E rappresentano ora una grande occasione per vivere un futuro più sereno e ambizioso. 

Il Cagliari può e deve farlo. Il progetto sportivo di Tommaso Giulini, all'avanguardia su più fronti, permette di pensare in grande. Forse la Champions League, promessa inizialmente entro il 2020, è un'esagerazione, ma si può andare oltre la sedicesima posizione e i 39 punti di questa stagione. Come era successo un anno fa, quando la squadra allora allenata da Massimo Rastelli aveva chiuso con all'undicesimo posto con 47 punti. Non sarà semplice replicare quell'exploit: le neopromosse in arrivo dalla B saranno più attrezzate di  Crotone, Verona e Benevento e il Cagliari dovrà mettere in discussione tanti elementi. Dall'allenatore, protagonista di tante scelte sbagliate a prescindere dai meriti innegabili mostrati nelle ultime settimane, alla rosa, carente da più punti di vista

Ogni grande risultato cela degli errori dai quali imparare qualcosa, e lo fa ancora di più una salvezza agguantata con le unghie solo nell'ultima giornata. Non è successo in questa stagione, chiusa con otto punti in meno rispetto alla precedente. Dovrà essere così nella prossima. L'arrivo di Marcello Carli, uno dei migliori direttori sportivi in circolazione nel panorama nazionale, è un ottimo presupposto in questo senso: il Cagliari dovrà trattenere i big (Pavoletti, Cragno e Ceppitelli su tutti), valorizzare al meglio l'enorme cifra che arriverà con ogni probabilità dalla cessione di Barella e vendere i giocatori che hanno deluso le aspettative. Rinnovarsi, senza pericolose rivoluzioni. Con un obiettivo in testa: trasformare una stagione negativa nel momento della svolta. Una vera svolta. E nell'inizio di una nuova era che renda sempre giustizia al calore e alla passione di un popolo unico.  Si può fare: l'unione, d'altronde, fa la forza. 

Fonte: l'autore Antonio Casu

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