Bye Bye Kean e Cutrone, l’Italia non è un paese per giovani speranze

I due giovani talenti Under 21 sono emigrati in Inghilterra, dove presto verranno rimpianti da Milan e Juventus

di Marco Alborghetti
Marco Alborghetti
(13 articoli pubblicati)
Patrick Cutrone e Moise Kean

Da enfants du pays a esuberi di poco conto. Patrick Cutrone e Moise Kean nel giro di un anno hanno vissuto giornate intense con le maglie di Milan e Juventus, convinti fortemente che quei due stemmi sarebbero rimasti gli stessi per molti anni a venire. Nel calcio però si sa, il cambiamento è all'ordine del giorno, e spesso le società devono obtorto collo sacrificare qualche pedina per mere questioni di bilancio. Prima il bene della società, poi il resto: un adagio che da anni accompagna la Juventus e che ha imparato a concretizzare anche il nuovo Milan del fondo Elliott, consapevoli di aver fatto una scelta che stride con il cuore dei tifosi più sensibili.

Partiamo dal meno giovane dei due, Patrick Cutrone: classe '98, 21 anni che gli permetterebbero a mala pena di poter consumare alcolici in tutto il mondo, ma già con 13 anni di gavetta nel calcio, tutte ovviamente a tinte rossonere. Nato e cresciuto  con l'intento di vincere con la sua squadra del cuore, negli ultimi due anni dimostra a tutti il suo talento e una fame di gol che in pochi ricordavano di aver visto in un attaccante alla sua età. Un paragone con l'idolo Pippo Inzaghi che non gli ha mai tarpato le ali, ma anzi, lo ha spinto a superare le sue paure e defezioni tecniche, risolvendo più di una grana ad un Milan da tempo senza mordente, e soprattutto senza un bomber degno di questo nome. Una garanzia per quei tifosi che vogliono la maglietta  sudata sempre e che con lui potevano andare sul sicuro.  Il calciomercato è un'arma a doppio taglio, perché se tutto non va come previsto, poi sei costretto ad ingoiare bocconi amari. Andrè Silva non viene ceduto ed ecco che il Milan sceglie la soluzione più semplice , ma dolorosa: fare cassa col giovane Patrick, unico non imprescindibile tra i tanti giocatori in rosa e allo stesso tempo tra quelli con più mercato. Pochi giorni e Cutrone viene spedito all'Wolverhampton, squadra di lupi affamati come lui di dimostrare quanto valgono, alla faccia di  una società che nell'ottica di una filosofia fatta di giovani, si è voluta liberare del suo fiore all'occhiello.

Salendo di livello, abbiamo visto che le strategie societarie sono complicate per tutti.  Il binomio Kean-Juventus sembrava dovesse rimanere saldo per molto tempo (per sempre no, vista la regia di Raiola), ma le pressioni per un mercato ancora ingombrante in uscita e l'ombra sempre più scura della Champions hanno deciso di dare priorità ai soldi che al talento. Moise Kean, il primo millenial a segnare così tanto in Serie A e ad esordire così giovane nel campionato, ha fatto sperare e sognare i tifosi bianconeri, perché finalmente in una rosa fatta solo di figurine e campioni, sembrava nata una stella da un settore come quello giovanile messo in secondo piano. Tanto carattere, grinta, cuore, ma anche gavetta tra i meandri della Serie B che alla fine hanno fatto riaccogliere il figliol prodigo. Un figlio che però è stato costretto ad emigrare per obblighi di mercato che non gli competono, svenduto per un valore irrisorio di 30 milioni che grida vendetta nei confronti di quei campioni che a livello di appartenenza non saranno mai superiori.

Ora l'Inghilterra li aspetta entrambi: loro si faranno trovare pronti, ma Juventus e Milan sperano di non ritrovarsi nei sogni il loro fantasma, perché a quel punto i soldi non potranno colmare il vuoto lasciato da questi due giovani di belle speranze, ma ma forse poco adatti per un'Italia dove il risultato conta più del talento. In bocca al lupo ragazzi!

Fonte: l'autore Marco Alborghetti

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