Au revoir Pipita: i tuoi anni migliori li hai vissuti in Italia

Gonzalo Higuain si appresta a volare a Londra dal suo mentore Maurizio Sarri: si consuma così il divorzio non senza polemiche con il Milan

di Dario D'antoni
Dario D'antoni
(35 articoli pubblicati)
sarri e higuain

In un'inusuale collocazione - lunedì alle 15 - andrà in scena Genoa-Milan, match tra due società amiche, che negli anni hanno imbastito diverse operazioni di mercato (non sto a fare i nomi, quello conta poco).  Ma a parte le polemiche dei tifosi grifoni (giustamente direi), gli spunti in questa partita non mancheranno, e i maggiori provengono, manco a dirlo, proprio dal calciomercato.

Sì perchè, tra i convocati del Milan per la partita di Marassi, manca il numero 9, Gonzalo Higuain, promesso sposo del Chelsea di Abramovich e soprattutto di Maurizio Sarri, colui che è riuscito a valorizzarlo al meglio ai tempi di Napoli, e mi riferisco chiaramente alla stagione 2015-2016, conclusa con il record di 36 gol, primato tutt'ora imbattuto. Un attaccante che riusciva a tramutare in gol i palloni che, una squadra volta al gioco offensivo come quel Napoli, gli recapitava.

Dopo quell'annata storica, arrivò la separazione più clamorosa, con il pagamento della clausola di 90 milioni da parte dell'acerrima rivale Juventus, e un Higuain che lasciò la Campania per via di un rapporto ai minimi termini con il presidente della squadra partenopea Aurelio De Laurentiis. Ma l'altro motivo era anche di natura più professionale: il Pipita voleva fare un salto di qualità inteso in termini di vittorie, e il passaggio al club bianconero, per quanto mai digerito completamente dai tifosi, va così compreso. 

I due anni di Torino hanno un grande rimpianto, il più grande che un calciatore ai massimi livelli in Europa possa avere nella propria carriera: la mancata vittoria della Champions League. Le vittorie in Italia facevano si che la Juve arrivasse carica di ambizioni e di buoni propositi per riuscire ad ottenere quel "maledetto" trofeo, conquistato l'ultima volta nel 1996 e sfiorato a più riprese con una striscia di finali perse che nessuno invidia.

L'ultima finale persa, in quel di Cardiff con il Real Madrid dei marziani, è negli occhi e nella memoria di tutti, tifosi bianconeri e non: primo tempo chiuso sull'1 a 1 con gran gol di Mandzukic in rovesciata, e secondo tempo dominato dai blancos con il famoso "1-4 Asensio è finita" a farla da protagonista nei giorni e nei mesi a venire. Quel Real Madrid aveva là davanti Cristiano Ronaldo che naturalmente andò a segno con una doppietta (perchè lui è uno dei pochi se non l'unico che le finali non le sbaglia mai), mentre Higuain viveva l'ennesima serata negativa della sua carriera, chiuso nella cerchia di Varane e Ramos che lo annullarono completamente. 

Assalto alla Champions fallito, che va a sommarsi alle delusioni con l'Albiceleste argentina, ovvero le due sconfitte in finale di Coppa America e sconfitta in finale ai Mondiali del 2014 con la Germania, dove il nome di Higuain viene ricordato sempre negativamente per via dell'errore a tu per tu con Neuer. Mai una gioia, per citare uno degli slang più in voga.

L'addio alla Juventus e il passaggio al Milan è roba dei giorni nostri, e tutti sappiamo che la Vecchia Signora diede il benservito a Gonzalo per far spazio all'arrivo di Ronaldo, uno che Higuain ha sempre sofferto, in qualche modo anche da compagno ai tempi del Real Madrid.

Ma l'attuale presente dice che Higuain ha fallito clamorosamente l'avventura al Milan, tra un diritto di riscatto messo in discussione da Leonardo e un malumore che l'attaccante argentino ha mostrato a più riprese. Un bilancio totale di 22 presenze e 8 gol tra campionato e coppa, dove pesa come un macigno quel rigore sbagliato nella partita di San Siro con la Juventus, conclusa anzitempo per via dell'espulsione.

E se il destino ha voluto che la Supercoppa con la Juve fosse l'ultima partita di Higuain con il Milan e che il suo sostituto in rossonero fosse Piatek del Genoa, è lo stesso destino che permetterà al Pipita di riabbracciare Sarri in questa nuova esperienza inglese, un motivo in più per rilanciare le proprie ambizioni a 31 anni."Si torna sempre dove si è stati bene". Grazie Higuain. è stato un piacere averti in Serie A.

Fonte: l'autore Dario D'antoni

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