“The Wall” Andrea Masiello: la rinascita del leader atalantino

Dallo scandalo Calcioscommesse del 2011 a uomo leader nell'Atalanta: la rinascita di Andrea Masiello, non solo come calciatore, ma soprattutto come uomo

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(119 articoli pubblicati)
La grinta di Masiello

Dallo scandalo calcioscommesse alla cavalcata con la “Dea” in Europa League, da calciatore finito a vero e proprio pilastro della difesa atalantina, da semplice calciatore a vero e autentico uomo di carisma e di cuore: soprattutto all’interno dello spogliatoio. Detto in due parole: Andrea Masiello. Un calciatore che a Bergamo ha ritrovato un’identità, soprattutto dal punto di vista umano. Un calciatore che è diventato un punto di riferimento in tutti i sensi dal pubblico bergamasco che, nonostante tutto, non gli hai mai fatto mancare il sostegno.

SBAGLIANDO S'IMPARA, E CI SI MIGLIORA.  Annata 2011/2012. Un’annata particolare per l’Atalanta: penalizzata di sei punti per lo scandalo calcioscommesse dove era coinvolto l’ex capitano Cristiano Doni. Allora Andrea Masiello, neo-acquisto atalantino, era uno dei punti fermi del 4-4-2 di Stefano Colantuono (giocava terzino destro), fino a quando, a fronte del coinvolgimento del ragazzo nello scandalo, viene sospeso cautelativamente dalla società, chiudendo la stagione con 18 presenze. Fu accusato di aver manipolato cinque partite: Bari-Genoa (3-0, 2 maggio 2010), Udinese-Bari (3-3, 9 maggio 2010), Cesena-Bari (1-0, 17 aprile 2011), Bologna-Bari (0-4, 22 maggio 2011), e il derby Bari-Lecce (0-2, 15 maggio 2011). A seguito della vicenda, il ragazzo fu condannato a due anni e cinque mesi di sospensione. Quando rientra nel gennaio del 2015, entra in una situazione delicata: viene visto in malo-modo dalla gente per le sue vicende, deve ricostruire la sua “nuova” carriera, e l’Atalanta rischia di retrocedere in Serie B. Ma nonostante ciò il ragazzo s’impegna, vuole rimediare attraverso il campo: mostrando grinta ed impegno. Impegno che non è mai mancato, da Colantuono a Reja, ma soprattutto con Gasperini. Ed è proprio il tecnico di Grugliasco a vedere in lui un uomo leader, non solo in campo, ma anche nello spogliatoio: la sua grinta messa in campo ne è la prova.

LA  RINASCITA DI ANDREA. Quest’anno, con la qualificazione in Europa League, il ragazzo ha dimostrato un’enorme crescita: segna quattro gol, tra cui uno in Europa League (con tanto di esultanza sotto la curva), si dimostra difensore completo con Toloi e Caldara (anche con Palomino e Mancini), e soprattutto è diventato l’idolo della gente. Pubblico bergamasco che ha sempre apprezzato chi per la maglia nerazzurra mette cuore e anima, indipendentemente da tutto. Masiello si è dimostrato maturo non solo calciatore, ma anche come uomo, in particolare in due episodi: il pianto dopo la partita contro il Borussia Dortmund, a fronte di un’eliminazione che ha toccato anche uno grintoso come lui, ma soprattutto la rete e l’esultanza fatta contro l’Udinese. Nell’esultare prese uno striscione a due aste dove vi si era scritto “Masiello the Wall” mostrandolo con forte gioia alla curva, quasi come se volesse dare un messaggio del tipo: “Grazie Atalanta, mi hai cambiato la vita, ora sono diventato qualcuno per voi”. Una sorta di esultanza grintosa, ma allo stesso tempo romantica, se si pensa a quello che ha passato il ragazzo. Ragazzo che ha sempre messo la faccia, soprattutto nei momenti di difficoltà, da uomo vero, da vero leader.

La sua rinascita ha cambiato la sua carriera, e anche la sua figura nel mondo del calcio: ora viene visto come uno dei difensori più prolifici della Serie A. L'Atalanta è consapevole di avere davanti a se un giocatore rinato e maturato, fondamentale per la rincorsa all'Europa League. Crescita basata attraverso un vecchio detto che diceva: “Errare è umano, ma perdonare è divino”.

Esultanza al secondo gol dellAtalanta co
Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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2 COMMENTI

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  1. Max Cerbai - 2 anni

    A mio avviso doveva essere radiato.

    1. filidavi_disax - 2 anni

      Ha sbagliato, e ne ha pagate le conseguenze. Poi è maturato, sopratutto come uomo. C’è sempre una seconda possibilità, se si è capita la lezione 😉

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