Un’Atalanta da sogno sbanca il San Paolo e riscrive ancora la storia

La Dea si impone 2-1 sugli Azzurri e conquista una storica semifinale di Coppa Italia, che mancava da 22 anni. Ora affronterà la vincente tra Juventus e Torino

di Riccardo Anelli
Riccardo Anelli
(64 articoli pubblicati)
Atalanta in semifinale di Coppa Italia

Atalanta, l’analisi del giorno dopo

Questa Atalanta non conosce limiti. Dopo aver archiviato un 2017 memorabile, inaugura il 2018 sbancando niente meno che il San Paolo di Napoli con il punteggio di 1-2. Un risultato che riscrive nuovamente la storia del club, perché regala alla Dea la semifinale di Coppa Italia, che mancava da 22 anni. Un successo meritato per i ragazzi di Gasperini, che hanno imbrigliato i partenopei con una gara di grande intensità e fisicità. Fin dalle prime battute si era capito che gli orobici se la sarebbero giocata senza snaturarsi, consapevoli dello spessore dell’avversario, ma anche delle proprie caratteristiche.

La prima frazione è stata sostanzialmente equlibrata. Nella ripresa invece i nerazzurri hanno saputo colpire e soprattutto gestire senza troppi affanni. Castagne ha rotto l’equilibrio al 50′, Sarri ha provato a rispondere inserendo Insigne e Mertens, ma al minuto 81 è arrivato il colpo del ko. Lancio di Gosens per Gomez, che supera Chiriches in velocità, complice anche un precario equilibrio del difensore rumeno, e batte Sepe con un sinistro potente e preciso. Partita virtualmente chiusa. Virtualmente, perché gli uomini di Sarri riaccendono il finale di gara. Assist perfetto di Insigne, incomprensione tra Berisha e la difesa, sfruttata da Mertens, che di testa accorcia le distanze. I minuti finali però non regalano altre emozioni, lasciando spazio alla festa dei bergamaschi.

La forza del gruppo

Gian Piero Gasperini ha optato per sette cambi rispetto al match interno con il Cagliari. Berisha per Gollini, Palomino per Masiello, Caldara per Mancini, Cristante per Ilicic, Castagne e Gosens per Hateboer e Spinazzola e Cornelius per Petagna. Sulla carta però le cosidette seconde linee erano solo tre. I due esterni e l’attaccante danese.

L’Atalanta però non è cambiata di una virgola. Grande mentalità, pressione costante, abilità nel palleggio, ripartenze, inserimenti e soprattutto concretezza. Questo chiaramente certifica come la forza del gruppo sia fondamentale per ottenere successi di questo prestigio. La parola “impossibile” non esiste nel vocabolario della Dea, pronta sempre ad alzare l’asticella, sovvertendo i pronostici iniziali. L’ha dimostrato in Europa League ed ora anche in Tim Cup. Stasera quindi attenderà la vincente del derby tra Juventus e Torino.

Le coppe esaltano l’Atalanta

Ancora una volta quindi l’Atalanta si conferma “squadra da Coppa“. A differenza del Napoli, eliminato dalla fase a gironi di Champions League ed ora anche fuori dalla Coppa Nazionale nonostante il favore del fattore campo. Le classiche gare da dentro o fuori riescono ad esaltare gli orobici, capaci di metterci quel qualcosa in più del solito che alla fine fa la differenza. A questo punto quindi, la Tim Cup diventa un obiettivo stagionale. Vincere infatti, garantirebbe l’accesso alla fase a gironi della prossima Europa League. Intanto però c’è da pensare all’edizione di quest’anno, perché i bergamaschi hanno una gran voglia di andare avanti il più possibile. Il Borussia Dortmund quindi è avvisato…

Fonte: l'autore Riccardo Anelli

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