Sos Atalanta dopo la peggiore settimana dell’era Gasperini

La sosta del campionato arriva proprio al momento giusto!

di Luca Sala
Luca Sala
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La Dea in stato confusionale inciampa nel posticipo perdendo d'improvviso tutte le sue certezze e ora si lecca le numerose ferite. Niente tragedie, però serve un attento esame di coscienza a cominciare dalla dirigenza. L'estate è durata poco in casa Atalanta, tutta presa dai preliminari di Europa League che hanno visto l'inopinata eliminazione della scorsa settimana. I Percassi hanno vissuto la nuova realtà internazionale all'inizio stentando quasi a crederci, poi evidentemente ci hanno preso gusto adeguandosi di buon grado all'esaltazione collettiva fatta di enorme passione popolare.

Il ritorno d'immagine, i riconoscimenti e le entrate economiche mai visti hanno innescato un vortice da cui forse non si sono ancora ripresi del tutto, con Gasperini  a dettare modi e tempi ai suoi fantastici giocatori, in gran parte stranieri ,esaltati dal suo modulo. Resistere a tutto questo piacevole can can mediatico/sportivo è risultato praticamente impossibile, come purtroppo alla solita tentazione di vendere i pezzi migliori dell'argenteria neroblu, col risultato di far parecchio irritare il vero artefice di tutto ciò. Gasperini ha infatti lanciato più di un allarme in tempi non sospetti, la società ha risposto forzatamente con acquisti più dispendiosi che fondamentali, almeno finora, esemplare la scarsa resa in termini di realizzazioni di Zapata, l'attaccante più costoso della storia atalantina, come ribadito da Antonio Percassi.

La cronica mancanza di goal rispetto al volume di gioco proposto continua a minare le certezze atalantine, oltre che costare un conto salatissimo in termini di risultati. Se Quagliarella, per citare un bomber garantito, fosse stato preferito al gigantesco colombiano poi ingaggiato, forse staremmo a parlare di altro. Però a questo punto serve a poco divagare, è invece il momento per tutto l'ambiente orobico di restare compatti attorno a Gasperini per rilanciare il modello del nuovo calcio made in Bergamo tanto bello a vedersi e che personalmente ritengo addirittura in grado di competere per traguardi alla sua effettiva portata, come alzare finalmente un trofeo (la Coppa Italia?) o l'accesso alla Champions League!

Fonte: l'autore Luca Sala

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