Cristiano Ronaldo stavolta stecca e l’Atalanta porta a casa il pari

Molto bene gli orobici, ottimamente costruiti da Gasperini: mai come ora però, la Juventus di Pirlo, sembra vicina a interrompere il suo ciclo di Scudetti

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(404 articoli pubblicati)
Juventus v Atalanta BC - Serie A

Una strana sensazione ha colpito in molti alla fine della partita tra Juventus e Atalanta, terminata 1-1: mai come in questo momento sembra vicina l'abdicazione dei bianconeri dall'essere Campioni d'Italia. 

Premesso che la stagione è ancora lunga, piena di insidie ma anche di opportunità, e che in passato con situazioni ancora più difficili la Juventus è venuta fuori, vincendo scudetti su scudetti, quest'anno sembra tutto diverso.

Mettiamoci l'effetto Stadium mancante, senza pubblico, e una certa leggerezza dell'organico (in cui manca decisamente qualcosa) e il gioco sembra fatto.

L'Atalanta di Gasperini ieri ha fatto un figurone, sembra essersi ritrovata dopo una lunga flessione e assurdi (a vederli da fuori, sia chiaro) problemi di spogliatoio. Non è stata la peggiore Juventus di stagione, anzi la gara di ieri è stata gradevole, ma sicuramente le difficoltà e lo sfilacciamento del centrocampo sono parsi enormi.

Traditi, una volta tanto, anche da Cristiano Ronaldo, che si è fatto parare un calcio di rigore da Gollini, miracoloso anche su Alvaro Morata, i ragazzi di Andrea Pirlo hanno spesso e volentieri rischiato addirittura di perderla.

E' chiaro, l'Atalanta è una compagine ormai al livello delle grandi, pur non avendo un organico di top player: c'è una impronta di gioco importante! Gasperini è davvero l'artefice di un miracolo costruito nel tempo, un marchio di fabbrica di un certo livello. Non si vince ad Anfield o sul campo dell'Ajax per caso. Non si arriva a sognare una semifinale di Champions League, nella scorsa stagione, per una casualità.

C'è un progetto, che porterà sempre a risultati più esaltanti, ma probabilmente a nessun trofeo: non una colpa, questo è certo, ma anche perché per vincere qualcosa occorrono i giocatori e non uno schema di gioco e una idea fantastica di calcio.

La Juventus queste partite gli anni scorsi le vinceva, proprio per il suo organico superiore: e non esisteva un vero progetto di gioco. 

Conte impostava con furia le sua squadre ma non aveva 100 euro per andare a vincere in Europa, mentre Allegri, che era a modo suo una persona brillante, ci ha messo del suo truccando le risorse a sua disposizione arrivando addirittura a due finali europee. Di Sarri, un pesce fuor d'acqua e uno dei più gravi errori di Paratici, non parlerei neanche: ha fatto tornare indietro la Juventus di 10 anni. Ha vinto solo perché, appunto, l'organico era di gran lunga superiore.

Questa superiorità ora non si vede: i nuovi innesti stanno facendo bene, va detto onestamente, ma non sembra abbiano quel qualcosa in più che serve per essere grandi di nuovo.

Non si può vincere per sempre, per carità, i cicli possono concludersi e investire sui giovani vuol dire esserne consapevoli: il futuro potrà ancora essere bianconero, ma in questo momento qualche nuvola si vede all'orizzonte.

Per Pirlo un lavoro stimolante e duro, con i mezzi di una stagione folle come quella attuale del covid19.

Juventus v Atalanta BC - Serie A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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