Panchina d’oro a  Gasperini: mai trofeo fu piu’  meritato di questo!

L'uomo della svolta neroblu sbaraglia il campo come e' giusto che fosse per chi  ha cambiato la storia del " fubal bergamasco" con   un    gioco mai visto

di Luca Sala
Luca Sala
(201 articoli pubblicati)
Italian Football Federation Panchina DOr

In alto i calici ,a Bergamo oggi si brinda a Moscato  per il  "forestiero" Giampiero Gasperini capace  della  Rivoluzione  della Dea  in soli 3 anni e mezzo che gli e' valsa il massimo riconoscimento a Coverciano.

Una roba mai nemmeno sognata in cento e piu' anni di storia pur nobile che fosse , tra cadetteria e tanta anonima   Serie A da reginetta delle provinciali con il chiodo fisso di mantenere la categoria  e nulla piu' - guai a fare il passo piu' lungo della gamba -come sentenziavano i vecchi e saggi giornalisti alla Elio Corbani o Ildo Serantoni dalle fin troppo influenti  colonne sportive  de L'Eco di Bergamo.

Non per vantarmi ma la sacrosanta  vittoria del fenomenale tecnico  piemontese di Grugliasco l'avevo annunciata almeno un anno prima  , basterebbe rileggere infatti  i  tanti miei   pezzi fin troppo sinceri  dedicati alla Dea ,tanto ricchi di  passione da vero innamorato quanto delle necessarie aspre critiche costruttive  perche' si arrivasse  finalmente a questa piu'   degna dimensione  che fa piangere di gioia chi e' cresciuto a pane e salvezza  e si ritrova catapultato in Champions League come la cosa piu' bella e naturale del mondo.

Non e' affatto casuale che il Gasp D'oro non sia bergamasco ,perlomeno di nascita,   sebbene la recentissima e commovente  per lui cittadinananza onoraria di Bergamo  lo leghi per sempre a questi colori,  resto  infatti assolutamente convinto che nessuno tra gli  allenatori locali per mentalita'  e mancanza di visione ci sarebbe potuto riuscire, nemmeno allenando altri cent'anni.

Per questo  ricordo volentieri  anche Nedo Sonetti  con il suo pressing furioso  e divertente , l'esuberante tecnico toscano di Piombino dei primi anni '80   che riusci' a far vedere qualcosa di nuovo a queste compassate latitudini , forte di giocatori formidabili come Stromberg , Donadoni e Magrin che si distinsero  anche sui campi europei.

Tornando alla stretta e dorata attualita', chi salta sul carro del vincitore oggi e' lo stesso che predicava prudenza come del resto continua imperterrito a fare il numero 1 della Societa' Antonio Percassi , scaramantico quanto degno rappresentante del vero limite  mentale piu' che sportivo   di  una piazza che  da sempre  anziche' andare allo stadio  va all'Atalanta.

La prestigiosa Panchina d'Oro  a Mister Gasperini, il migliore  che potessimo  trovare sulla via di Maran , certifica definitivamente il salto di qualita'  rappresenta l'unica  vera  possibilita' di vincere un trofeo , affinche' la Coppa Italia  del 1963  non resti per sempre   frutto del caso piu' che di programmazione.

Avanti  quindi con i campioni  un po' datati  alla Ilicic  o Gomez  piuttosto che con i ragazzotti di belle speranze pescati in ogni dove , ma finche' uno come il portoghese Trincao passera' ad altre  piu' ambiziose formazioni   non per mancanza di mezzi  dell'attuale    proprieta'   ricca  sfondata per merito del  suo premiato allenatore   mi viene il legittimo sospetto che forse servirebbe un padrone anche solo di Milano per competere ad armi pari con le altre grandi squadre .

Fonte: l'autore Luca Sala

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3 COMMENTI

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  1. SportsMan - 5 mesi

    Complimenti a Gasperini più che alla società che guadagna ma non gli riconosce ancora lo stipendio che meriterebbe.

  2. SportsMan - 5 mesi

    Dal Vangelo secondo Gasp, l’autore lo scrisse all’indomani della sontuosa vittoria della Dea in rimonta a Napoli,oggi vale il doppio !

  3. SportsMan - 5 mesi

    Che bello leggere di allenatori simili,altro che dedicare pezzi a Longo o Lopez,c’è un abisso.

Gazzetta Fan News

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