Oh Dea, mea Dea! Musa ispiratrice della favola Atalanta

La squadra bergamasca non finisce mai di stupire; quanto sei bella, Dea!

di Dario Ricci
Dario Ricci
(8 articoli pubblicati)
Everton - Atalanta

Liverpool, 23 novembre 2017, Goodison Park. Dati quasi da tatuare per i tifosi bergamaschi; è un ricordo indelebile, ricordo di un'impresa compiuta da Gasperini & Co., di una vittoria per l'Italia intera. Perché sì, è proprio così, ieri non ha vinto solo il Papu, o Bryan Cristante, ma abbiamo vinto tutti noi. L'impresa realizzata dall'Atalanta è segno manifesto che se credi nei sogni, possono poi realizzarsi. A partire dall'anno scorso, dove nessuno si era celato nel dire: "Sogniamo l'europa!". Un sogno che si è realizzato dopo una cavalcata memorabile nonostante l'agguerrita concorrenza. Mai accontentarsi, si dice, e così è stato fatto. Perché non è facile, alla prima esperienza europea per la maggior parte dei costituenti della rosa, allenatore compreso, cavarsela così egregiamente; perché al sorteggio, trovarsi davanti colossi come LioneEverton fa sì piacere, perché ripaga lo sforzo fatto nella stagione precedente, offrendo la possibilità di mettersi in mostra in grandi scenari e affrontare squadre e giocatori dall'altissimo valore, ma non è facile reagire così. Una reazione a dir poco feroce, quasi la Dea li avesse ispirati in sogno dicendo: "Non spaventatevi; avete lottato tanto per questo sogno, ora realizzatene un altro". Si può dire quanto si vuole sull'Everton lontanissimo da quello degli scorsi anni, o sul Lione che si è privato di un giocatore come Tolisso. No, non sono scuse accettabili. Perché la Dea ha sempre dato il massimo, dando lezioni di calcio alla squadra inglese, lottando fino all'ultimo contro i francesi, non sottovalutando l'ostacolo cipriota, e il tutto affrontando anche le partite di casa al Mapei Stadium e non tra le mura amiche (un fattore assolutamente da non tralasciare), e si è conquistata più che meritatamente l'accesso ai sedicesimi di finale di Europa League.

Questa Atalanta ha sognato, sogna e continuerà a sognare; perché quando i sogni sono così belli, è difficile svegliarsi.

Fonte: l'autore Dario Ricci

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