Ne rimarrà solo uno (o nessuno): il futuro di Petagna e Cornelius

Nelle prossime settimane verrà deciso il futuro di Petagna e di Cornelius: uno partirà di sicuro, l'altro verrà valutato in base al mercato.

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(118 articoli pubblicati)
Cornelius Petagna

Con l'arrivo di Duvan Zapata si è fatto un vero e proprio colpo di mercato in attacco, ma ora come ora la società nerazzurra dovrà decidere se effettuare delle cessioni o meno. Oltre al colombiano ex sampdoriano, i centravanti dell'Atalanta sono: Barrow, Tumminello, Petagna e Cornelius. Tralasciando da parte l'ex giallo-rosso e il gambiano che si dimostra vera e propria conferma, gli altri due sono al centro di un vero e proprio dilemma per quanto riguarda il futuro nella Dea. La società dovrà valutare chi vendere: uno o tutti e due.

ANDREA PETAGNA, QUANDO IL GOAL DIVENTA PIU' IMPORTANTE DEL SACRIFICIO - Indispensabile per il gioco offensivo dell’Atalanta, fa salire la squadra, ma troppo poco incisivo sotto porta. L’ultimo anno, come ha sempre fatto dal suo arrivo a Bergamo, si è fatto notare per le sue giocate che non per i gol. Quest’anno la pesantezza dei gol si è fatta notevolmente sentire, costringendo l'Atalanta a giocare praticamente senza centravanti, nonostante si sia impegnato sempre. La mancata freddezza sotto-porta del numero 29 atalantino è evidente soprattutto attraverso i dati: 29 partite giocate 4 goal; la situazione non cambia in Europa dove Andrea ha segnato 2 goal in 8 partite. Gasperini ha sempre creduto in lui, ma visti i pochi goal, preferisce cederlo anche se il ragazzo teneva a rimanere a Bergamo per poter imparare ancora dal mister di Grugliasco. A farsi avanti c'è la Spal e manca solo il "si" del giocatore. Andrea Petagna ha diviso in due la tifoseria: c'è chi lo adorava per quello che faceva per la squadra, e c'era anche chi non poteva vederlo, appunto, per i pochi goal fatti. Oggettivamente parlando, il lavoro dell'attaccante nerazzurro è servito tantissimo per riportare la squadra in Europa, ma sicuramente da lui ci si aspettava di più sotto-porta: specialmente se giochi nel ruolo di centravanti.

ANDREAS CORNELIUS, QUANDO IL CALO A FINE STAGIONE PESA - Più incisivo sotto porta rispetto a Petagna, ma meno partecipe al gioco della squadra: fisicamente forte, e soprattutto un sinistro abbastanza potente. L’attaccante danese a Bergamo ha dovuto altalenarsi con Andrea per il ruolo di centroavanti: decisivo in alcune occasioni, meno in altre. Per lui sono solo tre le marcature e non è mai stato continuo in campionato. In Europa la sua esperienza europea è stata decisiva (in particolare i due gol segnati contro l’Everton). Il modulo non lo aiuta perché, come citato prima, fa fatica a far salire la squadra. Gasperini ha puntato su di lui nel periodo in cui Papu Gomez era infortunato, e per il momento era lui il titolare; finché non arrivò Barrow. Il calo di Andreas è stato ben evidente nella parte finale della stagione: poco incisivo nel pressare, incapace di far alzare la squadra durante le azioni offensive, poco incisivo sotto-porta. Del calo se ne è reso conto anche Gasperini. Certo, è stato decisivo in alcune partite, soprattutto per quanto riguarda il goal. Gol che il ragazzo sa fare, ma troppo pochi per un centroavanti come lui. Come per Petagna, il mister di Grugliasco è intenzionato a salutare anche il danese, ma il direttore Sartori sta tentando di convincere il "Gasp" a ripensarci e di credere ancora sul numero 9 nerazzurro.

Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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