Mercato di grandi nomi? In casa Atalanta hanno le idee molto chiare

A Bergamo si vola con i piedi per terra. Sul mercato giovani di grande prospettiva, ma è da tener conto di ciò che si spende in società

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(101 articoli pubblicati)
Zingonia

Grandi nomi? No, giovani e rampanti. Il mercato degli orobici, fino a questo momento, è stato prettamente orientato ai giovani. Varnier è solo l’ultimo dei ragazzi messi nel gruppo, con Carraro (1998, centrocampista Inter) e Bettella a chiudere un cerchio iniziato con l’altro classe 1998 arrivato dalla Roma, Marco Tumminello. L’Atalanta, in attesa di sostituire Cristante, ha dunque piazzato per il momento tanti piccoli colpi di prospettiva e la costruzione della squadra continua nel solco tracciato dal lavoro di Gasperini. Il tecnico di Grugliasco, come tutti i suoi colleghi, vorrebbe giocatori pronti in ogni settore del campo ma il suo lavoro di costruzione di piccoli grandi giocatori passa dal cesello quotidiano di ragazzi dal grande potenziale. Gasperini è uno dei migliori insegnanti di calcio in circolazione e i fatti dimostrano che la sua fortuna, a Bergamo, l’hanno fatta i tanti giovani di talento ingaggiati. Ma come mai la società, sempre attenta al bilancio, non cerca di fare il passo più lungo della gamba per quanto riguarda gli acquisti?

UN CONTESTO A CINQUE STELLE PER UN FUTURO DA CINQUE STELLE - La famiglia Percassi, come sempre ha fatto da otto anni a sta parte, cerca sempre di spendere in primis sul "contesto" atalantino. Cosa s'intende per contesto? Semplice, stadio e Zingonia. In società vogliono fare le cose in grande, e per farle non basta costruire una squadra da Europa League, ma anche avere una sede e uno stadio da cinque stelle: proprio come fanno le squadre inglesi. Avere una sede come quella che ha la società Atalanta ti permette di lavorare alla grande e anche di far crescere i giovani del vivaio (e prima squadra) in un contesto da cinque stelle. L'obbiettivo della società è abbastanza chiaro: stabilizzarsi in zona Europa-League, investire sui giovani e incassare denaro per poter reinvestire ancora sui campi citati prima. Quante volte abbiamo sentito dire da allenatori e giocatori che Zingonia è una delle sedi più belle e complete d'Italia? Tantissime volte. Il settore giovanile nerazzurro è il quarto più prolifico in Europa: il merito è soprattutto di quello. Gli ultimi lavori sono stati fatti ultimamente sono due campi d'allenamento a Zingonia. Invece per quanto riguarda lo stadio? Abbiamo visto il progetto e il presidente Percassi è intenzionato a creare un gioiellino all'inglese per la squadra nerazzurra; ed è per questo che si preferisce principalmente investire in società che sul mercato.

SPENDERE SI, MA CON PRUDENZA - Ora passiamo al mercato. La cosa che si nota è che l'Atalanta non può permettersi di spendere certe cifre; soprattutto per quanto riguarda il bilancio. Ma allora perché, nonostante gli incassi fatti dalle cessioni, non si prova a fare il passo più lungo della gamba arrivando a spendere certe cifre (esempio: 20 milioni di euro)? Prima di tutto bisogna tener conto del fattore ingaggi: non ci si può permettere di avere tantissimi giocatori con un ingaggio molto alto (Ilicic e Gomez sono i più pagati); i conti non tornerebbero e, come si è citato prima, si preferisce investire in maniera più ampia in altri campi societari. Ciò non vuol dire che l'Atalanta non ci provi a fare qualche colpo, ma non è colpa di quest'ultima se arrivano società disposte a spendere cifre assurde (18 milioni per Jankto sono troppo esagerati) per determinati giocatori. Certo, in società sono pronti a fissare un colpo (come è stato fatto l'anno scorso per De Roon), ma è ben evidente che in società si preferisce volare, ma con i piedi per terra.

Stadio
Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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