Maran sbanca 2-0 Bergamo dove avrebbe dovuto allenare prima del Gasp

Cagliari super contro un'Atalanta che fallisce l'ennesimo step per diventare grande sul serio

di Luca Sala
Luca Sala
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Giampiero Gasperini riceve una lezione direttamente a domicilio: niente salto di qualita' e aggancio in classifica dei sardi al quarto posto occupato da stasera in coabitazione con la Dea.

Sara' pure la vigilia della settimana che vedra' la squadra orobica dentro o fuori dalla Champions League affrontando il Manchester City mercoledi' a San Siro, di certo un ottimo e plausibile alibi per la brutta sconfitta interna contro il miglior Cagliari  degli ultimi anni, di sicuro c'e' la netta ridimensionata alle ambizioni di puntare allo scudetto.

Non sono impazzito, semmai il can can che da giorni accompagna il cammino dei nerazzurri fatto di improbabili accostamenti con le imprese ancora  ineguagliabili in Serie A di Verona e Sampdoria o del magico Leicester nella Premier League ha dato alla testa a chi e' "cresciuto a pane , salvezza e polenta".

Quello che succede a Bergamo e' tanto bello quanto inaspettato, la programmazione odierna  ricalca del resto quanto storicamente fatto da Achille e Cesare Bortolotti, nonche' dal compianto Ivan Ruggeri, che per stessa ammissione del figlio Alessandro che gli subentro' una volta ammalatosi, fu letteralmente costretto a vendere- a prezzo di favore - allo stesso Antonio Percassi parte seconda ,sospinto a furor di popolo ultras a lui particolarmente caro .

Bisogna ricordarsi sempre quanto l'attuale presidente sbaglio' nella sua prima avventura al timone della Dea, o meglio come parti' baldanzoso e fini' con la coda tra le gambe togliendo il disturbo in mente che non si dica.

 "Per caso anziché Percassi " il leit motiv dell'oggi:il destino ha infatti giocato spudoratamente un ruolo determinante nel suo gran ritorno a Zingonia e dintorni, lui ci ha messo sicuramente un atteggiamento compiacente verso l'ambiente che naturalmente lo riaccolse a braccia aperte come si e' soliti fare in provincia, dove chi vi e' nato  e parla il dialetto e' sempre preferito anche solo ad un signorotto milanese di certo piu' dotato di ambizione e stile.

Lo spartiacque della sua gestione  fu  proprio il rifiuto ricevuto dal Chievo Verona per voce del presidente Campedelli a lasciare andare all'Atalanta mister Rolando Maran , il vero artefice del miracolo dei Mussi volanti. La buona sorte riservava alla pur ottima  seconda scelta Giampiero Gasperini in uscita dal Genoa la chance della sua vita e di quella della spaesata dirigenza bergamasca che se ne attribui' il merito. La storia parla chiaro, tutto e' partito da li', oggi chiunque goda la nuova dimensione in casa atalantina faccia di tutto per non tornare indietro capendo una volta per tutte che oltre alla salvezza c'e' di piu'e di meglio da conquistare.

A Gasperini o chi verra' dopo di lui spetterebbe il compito di non interrompere sul piu' bello la scalata che di certo e' possibile a patto di aggiungere agli schemi e alle pur necessarie idee  la capacità di gestione del gruppo, rinunciando a dogmatismo  e permalosità. Quanto alla vera e più complicata capacità di alzare un trofeo ricordo ai sognatori che per vincere ,anche in provincia, serve fortuna tanto quanto volere  acquistare e mantenere giocatori importanti che bisogna pagare il giusto prezzo di acquisto e di stipendio.

Fonte: l'autore Luca Sala

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1 COMMENTI

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  1. SportsMan - 1 settimana

    Grande verità per una aspirante grande squadra come la Dea di oggi.

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