La storia di Titta Rota: il più atalantino degli atalantini

Titta Rota scompare ad 85 anni; un gran pezzo della storia dell'Atalanta se ne va: dalla Coppa Italia vinta al famoso spareggio nel 1977.

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(101 articoli pubblicati)
Titta Rota

Oggi martedì 10 luglio se ne va un altro pezzo della storia atalantina. Purtroppo ci ha lasciato ad 85 anni Titta Rota: bergamasco classe 1932 ex calciatore e allenatore dell'Atalanta. Una notizia che ha scosso tutto l'ambiente bergamasco: c'è chi lo ha visto giocare, allenare e tutti coloro che amano la Dea. La Coppa Italia vinta nel 1963 e il famoso spareggio con il Cagliari, ma non solo: una vita a 360 gradi con i colori nerazzurri. Ecco la sua storia.

ATALANTINO A VITA - Definirlo così non è un eufemismo. Anzi, è il più atalantino degli atalantini di questi 110 anni della storia dell'Atalanta. Per la Dea ha fatto tutto, a cominciare dalla conquista di uno scudetto a livello giovanile sul finire degli anni Quaranta. Poi è diventato calciatore professionista, debuttando in Serie A nel 1950 e meritandosi la chiamata in Nazionale per le Olimpiadi di Helsinki, insieme con l'altro difensore nerazzurro Gian Carlo Cadè. Che poi sarebbe diventato a sua volta ottimo allenatore ingaggiando con il Titta accese sfide dalla panchina negli anni Sessanta/Settanta. Era un terzino scattante e potente, il Titta. Irruente al punto giusto, inflessibile in marcatura, ma bravo anche a proporsi palla al piede. Tanto bravo che nel campionato del suo esordio, l'allenatore inglese Neville, che era solito dirigere gli allenamenti standosene in tribuna, alle prese con il problema del goal, non esitò a schierarlo come centroavanti. Rota rispose da parer suo: due reti nel 3-3 di San Siro contro il Milan, più altri tre distribuiti nelle ultime giornate, e fu salvezza. Dopo una lunga parentesi al Bologna, tornò all'Atalanta per chiudere la sua bella carriera, e pazienza se l'ultimo atto fu causato da uno strappo muscolare patito nell'umiliante 1-7 con la Fiorentina. Appese le scarpe al chiodo, è diventato un bravo allenatore di squadre di provincia, soprattutto dei nerazzurri, da lui portata in Serie A nel 1977 con il famoso spareggio contro il Cagliari. Ma non finisce qui. Perché dopo aver chiuso anche la lunga parentesi in panchina, ha aperto con il figlio Marco un centro medico-sportivo del quale l'Atalanta si è servita a lungo per il recupero degli infortunati, dopodiché è diventato presidente (prima effettivo, poi ad honorem) del centro di coordinamento dei club Amici dell'Atalanta. Una vita tutta trascorsa in nerazzurro.

Condoglianze ai famigliari e a tutti coloro che gli volevano bene. Ciao Titta! Salutaci Chicco, Ivan, Morosini e tutti i cuori atalantini che non battono più.

STOP SFORTUNATO PER VARNIER - Le sfortune in casa Atalanta non finiscono qui: si è rotto gravemente Varnier. Il difensore classe 1998, infatti, dalle analisi fatte si è riscontrata una rottura del legamento crociato. Un brutto colpo per i nerazzurri, che rinunceranno al ragazzo per circa sei mesi.

Titta Rota
Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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