Il futuro di Gasperini? Si chiama Atalanta

Gasperini partente? Niente affatto: il mister di Grugliasco è intenzionato a rimanere a Bergamo per far diventare ancora più grande l'Atalanta.

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(63 articoli pubblicati)
Coreografia Gasperini

"Gasperini pronto a lasciare Bergamo? Gasperini se ne va per qualche acquisto mancato? La società non vuole andare in Europa?". A fronte di tutte queste voci, la risposta del tifo atalantino si è vista nella bellissima coreografia dedicata al mister di Grugliasco. Una coreografia che rappresenta tutto ciò che provano gli atalantini per il mister: riconoscenza, affetto, stima, unendosi al coro "resta a Bergamo, resta a Bergamo". La reazione del mister è stata abbastanza chiara: "Non posso tradire tanto affetto, in tutta la mia carriera non mi è mai capitato una cosa del genere". Sono parole di un mister che è pronto a lasciare una ex provinciale ormai diventata grande grazie a lui? Beh, no. Ecco alcuni elementi per cui Gasperini è intenzionato a rimanere a Bergamo per costruire qualcosa di grande.

PROGETTO PERCASSI, NON PER-CASSA: da questo semplice gioco di parole s'intuisce che uno dei primi elementi per cui Gasperini è intenzionato a rimanere all'Atalanta sia la società. Fin dall'anno scorso il presidente, ma soprattutto la famiglia Percassi è sempre stata vicina al mister, soprattutto nei momenti di difficoltà: in particolare dopo la sconfitta in casa contro il Palermo, dove il numero uno nerazzurro ha confermato il mister di Grugliasco. La stima è reciproca, anche da parte di Gasperini, dove ha sottolineato più volte la vicinanza della società nei suoi confronti. La festa nel post partita di Atalanta-Milan, ha dimostrato che il mister vuole rimanere a Bergamo, ed è stimato anche dalla squadra, oltre che alla società. E qui si ritorna al gioco di parole di prima. Perché il progetto che ha in mente Percassi per l'Atalanta non è quello di fare cassa, ne tanto meno di spendere poco, ma è quello di rendere grande la Dea: dalla squadra allo stadio. Proprio come fece nella sua prima esperienza a Bergamo nel 1990. Se ci si pensa non è che i suoi progetti siano cambiati: ristrutturazione stadio, potenziamento squadra, mister che dia gioco, bilancio in positivo, settore giovanile come prima risorsa.

RAPPORTO MERCATO-SARTORI: Invece per quanto riguarda la questione mercato? Li invece la cosa è un po' diversa perché lo sanno anche i tombini che non c'è un ottimo feeling tra Gasperini e il direttore Sartori su alcune scelte di mercato: in particolar modo della famosa punta che doveva arrivare, dando la sensazione che in società non si voglia puntare in alto. Fotocopia di quello che è successo a Del Neri nel 2009 nei confronti di Giacobazzi: il friulano voleva costruire una squadra pronta per andare in Europa. Nonostante la parentesi con Sartori, tutta la società (Percassi in primis) è intenzionata a costruire qualcosa di grande, e lasciar via un mister che ti ha portato in Europa per due anni di fila, vorrebbe dire non solo perdere credibilità nei confronti dei tifosi, ma anche perderci economicamente: da tener conto che l'Atalanta ha un bilancio in positivo di 27 milioni di Euro. Certo, l'Atalanta non potrà avere le risorse economiche di squadre del calibro di Juventus, Inter, Lazio o Roma, ma visti gli incassi tra mercato, Europa League e abbonamenti, ma per puntare a traguardi molto più ambiziosi sarà necessario accontentare il mister (budget permettendo), se no si rischia di fare l'errore di dieci anni fa: tenendo conto che l'anno dopo l'Atalanta è retrocessa in Serie B.

RAPPORTO CON L'AMBIENTE-TIFOSERIA: per quanto riguarda invece il rapporto che ha con la tifoseria è più che positivo, non solo per i risultati, ma anche per il gioco offerto e del carattere che ha dato alla squadra. La coreografia fatta dalla Pisani contro il Milan ha commosso il tecnico di Grugliasco, e ciò non ha fatto altro che consolidare il rapporto con i tifosi nerazzurri. Rapporto che si è consolidato profondamente la scorsa settimana, quando il mister è andato al covo degli ultras atalantini a Campagnola, nella quale, ha sottolineato più volte la sua voglia di costruire qualcosa a Bergamo perché si trova benissimo.

Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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