Il “fantasma del passato” di Papu Gomez: recupero mentale immediato

La prestazione di  Gomez è la prova dell'insicurezza del capitano atalantino sottoporta: il "fantasma" di Dortmund e Juventus tormentano l'argentino.

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(79 articoli pubblicati)
Serie A TIM 2017-18 giornata 28 bologna

Come accade nella vita, anche nel calcio gli errori aiutano a maturare, a crescere, e anche a non ripeterli. Ma quando questi errori ci condizionano psicologicamente da renderci insicuri, la situazione diventa molto complicata. Situazione che sta vivendo in questo momento il capitano atalantino “Papu” Gomez, protagonista nelle ultime partite di una serie di errori. Errori che hanno condizionato psicologicamente il ragazzo, in particolare nell’ultima gara di campionato contro il Bologna, dove in un’occasione a tu per tu con il portiere avversario, ha preferito passarla ad un compagno (che era in ritardo nell’azione) al posto di provare a calciare il pallone in porta con freddezza: segno abbastanza preoccupante.

Dagli errori in coppa all'insicurezza di Bologna.  Il brutto momento del Papu Gomez può essere definito come una specie di “momento no”. Momento che purtroppo inizia dal suo ritorno dall’infortunio. Torna in campo e si percepisce la sua poca precedenza sottoporta, nonostante la fantasia e i dribbling siano ancora il suo pezzo forte: contro la Lazio gioca alla grande, ma si mangia un gol praticamente già fatto, contro il Cagliari nonostante il gol segnato al 90’ ha sprecato molte palle gol. Come sottolineato prima, Gomez sul piano del gioco è sempre presente: corre, lotta, addirittura serve assist (quello per De Roon contro la Roma, e quello per Petagna contro la Fiorentina) ed è stato decisivo a Napoli in Coppa Italia.

Ma il campanello d’allarme è sottoporta, contando che l’anno scorso il numero 10 nerazzurro aveva segnato 16 reti in campionato dimostrando una notevole freddezza sottoporta. Il tunnel senza uscita comincia in semifinale d’andata di Coppa Italia, quando il “Papu” sbaglia il calcio di rigore che avrebbe consentito il pareggio nerazzurro: il suo tiro è talmente debole da essere intercettato da Buffon. Allarme che si fa ancora più sentire ai sedicesimi di finale contro il Borussia Dortmund: a tu per tu con il portiere giallonero si è fatto ipnotizzare sprecando il gol della qualificazione (al gol degli ospiti è crollato a terra quasi come se la colpa ricadesse su di lui). Cosa che si ripete ancora in Coppa Italia dove il capitano nerazzurro a tu per tu con Buffon fuori dai pali calcia in porta, ma la palla finisce sul palo esterno. La situazione peggiora a Bologna dove si trova ancora una volta a tu per tu con il portiere avversario, ma il ragazzo piuttosto che rischiare tirando in porta, decide di passarla ad un compagno di squadra.

Questo “altruismo” è sinonimo di una paura che lo tormenta quando è sottoporta: la paura di sbagliare ancora palle-gol, quasi come se fosse tormentato da dei “fantasmi del passato”. In questo momento Gomez è consapevole del fatto che deve migliorare per riportare l’Atalanta in Europa, come il pubblico nerazzurro è consapevole che deve stare vicino al suo capitano per poterlo rivedere in forma. Capitano che quando le cose non vanno bene si prende tutte le critiche e colpe. Ma è giunto il momento, specialmente se sei capitano, di rimboccarsi le maniche, perché Gomez ha le qualità e anche il senso del gol, ed è proprio in questi momenti che i veri giocatori di prestigio tirano fuori il meglio di loro stessi.

Papu Gomez in Europa League
Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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