Da Via Maglio del Lotto al Brumana: la storia della casa dell’Atalanta

La storia dell'Atalanta passa dalla sua casa, dal suo stadio: ecco la storia della casa della "Dea".

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(79 articoli pubblicati)
progetto stadio Brumana

L’Atalanta: l’Europa, le vittorie contro le “Big”, il settore giovanile, la Coppa Italia. Tutta una serie di eventi che hanno caratterizzato la storia della società orobica, storia atalantina che si caratterizza anche nella sua casa: più precisamente il suo stadio che dal 1928 è diventata la casa dei nerazzurri. In questo articolo verrà riportata la storia della “casa” dell’Atalanta, dalle sue origini fino ai giorni nostri.

Via Maglio del Lotto: la prima casa dell’Atalanta.  Siamo nel 1914, e l’Atalanta (allora aveva la casacca bianconera prima della sua unione con la Bergamasca nel 1920) aveva bisogno di un elemento indispensabile per un salto di qualità: un vero campo che le permetta di abbandonare il Campo di Marte. Il primo a rendersene conto, appena prese le redini della sezione calcio è Piero Carminati, un merciaio austero, che si getta nel voler creare un’impresa, e dopo una durissima battaglia, riesce ad ottenere la possibilità di avere un nuovo campo. Esso è in fondo a via Maglio del Lotto, dove negli anni a seguire sorgerà lo svincolo autostradale. Ed è dotato addirittura di una capiente tribuna naturale: il terrapieno della ferrovia, anche se poi sarà affiancato da una “vera” tribuna. L’inaugurazione avvenne il 24 Maggio 1914 con gli spalti affollati da un pubblico incredibile, stimato attorno alle 800 unità che assistevano allo spettacolo. 

“Clementina, il posto giusto per matti come noi”. Ogni guerra, anche vinta, porta con sé dolore e distruzione. E quando nel 1918 i giocatori dell’Atalanta tornano a casa dopo la Prima Guerra Mondiale, trovano una brutta sorpresa: il campo di Via Maglio del Lotto non c’è più, è stato ceduto per ragioni di cassa. Il dirigente Osvaldo Terzi, si rivolge a Betty Ambiveri  (figura storica bergamasca), che trova un terreno alla Clementina, vicino al manicomio, e con decisione il tenace Terzi disse: “il posto giusto per dei matti come noi”. In pochi mesi lo “Stadium”, come viene chiamato, è realtà. E sotto la nuova tribuna in legno (coperta e capace di ospitare 400 persone) c’è addirittura lo spazio per spogliatoi e magazzino. Nel 1921 arriverà anche la pista ciclistica, con tanto di curve sopraelevate. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 21 settembre del 1919, ma quel giorno arriva una nota della Federcalcio: nel campionato di prima categoria 1919-1920 Bergamo avrà solo un posto, e le due squadre titolate a rivendicarlo (Atalanta e Bergamasca) dovranno giocarselo in uno spareggio secco. Vincerà l’Atalanta, e il campo della Clementina sarà la sua “casa” fino al 1928 quando fu costruita lo Stadio Mario Brumana.

Il Brumana: il passato, il presente e il futuro.  Nel 1926 si pensa di dare alla squadra uno stadio più moderno e più capiente, e decide di affidare il progetto all’ingegner Luigi de Beni. L’area  viene individuata dove in precedenza sorgeva l’ippodromo di Borgo Santa Caterina. L’impianto è un vero e proprio gioiello, soprattutto per l’avveniristica tribuna a sbalzo, contando anche una pista atletica di 5 metri. Lo stadio venne inaugurato il primo Novembre del 1928 con la capienza di 15.000 posti. Negli anni 70 fu costruita la famosa Curva Nord, mentre nel 1984 fu ampliata la struttura togliendo la pista atletica, e costruendo dei parterre in tutti i 4 settori, ma ciò non toglie l’evidenza di un invecchiamento della struttura (in particolare la gradinata Giulio Cesare). Gradinata che nel 1991 fu abbattuta per dare spazio ad una tribuna coperta con tanto di seggiolini, e fu introdotto un display in Curva Sud. Con il ritorno di Antonio Percassi si prestarono notevoli interventi nel 2010 e nel 2015: nel primo intervento venne sostituito il display vecchio con uno moderno, e i vecchi seggiolini della tribuna furono sostituiti da nuovi e nerazzurri, mentre nel 2015 vennero rifatti completamente i parterre, e i seggiolini nelle tribune. In futuro la società nerazzurra si aspetta di creare uno stadio "all'inglese" entro il 2022. 

Tribuna Stadio Atleti Azzurri DItalia
Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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