Cosa vuol dire tifare Atalanta: la voce dei tifosi (Parte 2)

Quanto vale l'Atalanta per la gente bergamasca e quali sono le emozioni più indelebili? Come ci si innamora della

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(118 articoli pubblicati)
Curva nord Atalanta

"Per gli atalantini l’amore per la maglia nerazzurra è qualcosa di indescrivibile: c’è chi lo considera un’amore paragonabile a quello che si prova per la famiglia, per altri una squadra entrata nei loro cuori per caso o per destino (tratto dalla prima parte)" Eccoci alla seconda parte dell'articolo (l'articolo è strutturato in due pezzi).

Giulio Bassani: l'Atalanta è una passione, una famiglia, una fede, va aldilà della semplice partita o della semplice squadra di calcio, incarna quelli che sono i valori della nostra terra (umiltà, senso di appartenenza, maglia sudata sempre e testa alta). Andare allo stadio è qualcosa di magico, tanti mi dicono: "Ma perché spendi i soldi quando potresti vederle alla TV ad un prezzo più basso, senza prendere l'acqua" e io ho sempre risposto:" Questa è la mia passione e faccio sacrifici per questo". E poi vuoi mettere una gara vissuta dal vivo allo stadio? Ci sono tante gare particolari nel mio cuore: per esempio la prima in assoluto allo stadio, un'Atalanta-Udinese finita 0-0 con la dea di Mutti ormai vicina alla Serie B, mi ricordo ancora l'euforia di andare a vedere l'Atalanta, quel tabellone che nemmeno funzionava e quella vista meravigliosa della curva Nord. Negli anni ho girato vari settori, dalla Sud, alla Nord ora in parterre per motivi personali ma ritengo che la nostra Curva Pisani sia qualcosa di meravigliosa, un trionfo di colori e passione. Dalla prima gara all'ultima vista dal vivo, un'altra che anche se finita in malo modo è stata un'esperienza unica, quella col Dortmund, un mix di emozioni, adrenalina, ansia, eccitazione, gambe che tremavano, e anche delusione. Ma come non dimenticare l'esordio europeo e quel 3-0 rifilato all'Everton, rimandato dritto al mittente. Tanta roba, tante partite perché ognuna è speciale! 

Marcello Limonta: sono atalantino dal 1974, mi portò mia nonna all'età di quattro anni. Grandi emozioni? Beh, il 3-1 nel 2009, 1993 Fiorentina 0 Atalanta 1 gol di Perrone, e Lione 1 Atalanta 1. Li ho pianto.

Matteo Ale-Dea: anni 89-90 quando all’epoca ero tredicenne suppergiù compravo sempre il giornale per vedere il risultato e l’andamento della primavera, non perdevo una notizia poi mi sono avvicinato alla prima squadra sempre in quegli anni al tifo e ai colori che adoro.

Nicola Tanque Gallo: grazie a mio papà, mi ha trasmesso questo grande amore per la “Dea” e da allora è una cosa viscerale.

Nicola Cerchi: anno 81/82: mio fratello mi portò all’Hotel San Marco. Il primo giocatore che vidi fu Piotti poi Stromberg. Fu amore, e da li fin che vivrò canterò forza Atalanta.

Olga Martinelli: Sono nata atalantina, con due genitori che si sono conosciuti alla stadio e con mio zio, che come regalo per la prima comunione mi ha promesso l’abbonamento in curva nord. Non potevo non crescere atalantina nel cuore e nell’anima.

Stefano Bergamelli: non ricordo bene quando sono diventato atalantino, ma uno dei miei più lontani ricordi che ho sono mio padre e dei suoi amici che mi insegnano questa formazione: “Piotti, Osti, Gentile, Perico, Soldà, Boldini, Stromberg, Vella, Magrin, Donadoni, Cantarutti”. Atalantino da più di 30 anni! Nonostante tutti i miei amici e compagni tifassero squadre più blasonate, non ho mai pensato di cambiare la mia squadra del cuore.

Stephane Garrigues: sono francese. Nel 1985 sono venuto in Italia con i miei genitori addottivi, la mia prima partita di calcio vista a Bergamo fu un Atalanta-Catanzaro, forse la dea era in serie C. Mi ricordo il portiere Mirko Benevelli, e da quella prima partita vista allo stadio, mi sono innamorato della nostra dea. Per me l’Atalanta ed i suoi tifosi sono come una famiglia: si condividono gioie e dolori. Io con il Malines ero in curva. Ora ho quasi 50 anni, e ho rivissuto la nostra “Dea” in coppa e adesso come allora e stata un’emozione fantastica. Passano gli anni, ma l’Atalanta sarà sempre nel mio cuore.

Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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