Calma e sangue freddo: l’Atalanta valuta sul mercato con pazienza

Immobilità o pazienza in casa Atalanta sul mercato? Ecco la situazione in casa nerazzurra.

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(80 articoli pubblicati)
Mercato in casa Atalanta

Escludendo l'arrivo di Reca e il riscatto di Gollini, sembra che in casa Atalanta si stia concludendo poco e niente nel mercato in entrata, rendendo la società quasi immobile. Ciò non si tratta di indecisione dei nerazzurri (o peggio ancora di mancanza di idee), ma di pazienza. Pazienza in un mercato dove le plusvalenze fanno da padrone quasi quanto le voci di mercato: capaci di condizionare le vere trattative. Ecco la situazione in casa Atalanta.

CONTROPIEDE AL MOMENTO GIUSTO. La pazienza atalantina sta nel capire come si muoveranno le squadre che economicamente si possono permettere di avviare una trattativa concreta come è successo per Cristante alla Roma. Perchè non piazzare subito un colpo grosso anticipando altri club? La risposta si basa attraverso due contesti: il primo riguarda la valutazione del mister, il secondo riguarda le scelte sia del giocatore che del club che ne è proprietario. Perché, tirando per esempio il caso di Defrel, visto che il suo arrivo a Bergamo sembra in stallo, sarà Di Francesco a valutare quali attaccanti tenere: Dzeko, Shick, Perotti, El Shaarawhy, Under sono i giocatori attuali, presto si aggiungerà il figlio d’arte Kluivert e quindi Defrel finirà per essere la settima scelta. Questo non vuol dire che verrà a Bergamo ma è altamente probabile che il giocatore cercherà un’altra sistemazione.

PLUSVALENZE NON SOLO IN USCITA, MA ANCHE IN ENTRATA: L’altro piccolo grande problema del mercato attuale sono le richieste delle società che hanno giocatori interessanti. L’Atalanta, come tutti, chiede informazioni alle società proprietarie del cartellino ma quando girano valutazioni di 25 milioni per Zapata, 20 milioni per Zaza, 8 milioni per Lazzari e 15 per Laxalt è chiaro che le plusvalenze le fanno anche gli altri. Giustamente, chi ha un valore in rosa cerca di monetizzare al massimo ma un conto è chiedere tanto (per esempio come i 25 milione dell’attaccante blucerchiato), un altro è trovare qualcuno che quei soldi te li dia davvero, e di conseguenza avviare una trattativa concreta. Stessa cosa anche nelle uscite in casa Atalanta: il lavoro di Gasperini ha portato introiti per 140 milioni di euro circa e la Dea è sempre la prima a chiudere operazioni di un certo livello. Caldara, Gagliardini, Conti, Kessiè e ora Cristante sono andati da società che li hanno fortemente voluti e che hanno soddisfatto le richieste degli orobici: un conto sono i giornali che riportano interessi da parte di tante società ogni giorno, un altro la realtà delle offerte ufficiali che arrivano a Zingonia.

IL PROBLEMA NUMERO UNO: GLI INGAGGI. Ovviamente tra il "trattare" e il "comprare" ci sono di mezzo i soldi. Non tanto per il costo del cartellino, ma per gli ingaggi: problema già affrontato e ben conosciuto in casa Atalanta. L’ingaggio è invece una voce costante, spesso può aumentare in base a qualche bonus ed è sempre circa il doppio di quanto percepisce un calciatore: se Soriano ha uno stipendio di 1,8 milioni di euro, il suo “peso” annuale sui conti di chi lo compra è di oltre 3,5 milioni. Gomez pesa per circa 4 milioni annui per altre quattro stagioni, Ilicic per 1,8 complessivi. Altrove i giocatori incassano molto di più, ma il caso-Milan o anche per citarne altri come quello del Parma, insegnano che se non hai i conti a posto, ci si trova sono dolori: l’Atalanta, da questo punto di vista, è molto severa. Prima di tutto, i conti in ordine: solo così si punta in alto.

Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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