Atalanta,le ragioni del Gasp (e dei tifosi) di un mercato ancora fermo

Viaggio nel pianeta atalantino dopo le forti dichiarazioni del tecnico circa una rosa ancora incompleta: i punti di forza del mister e la calma della società

di Luca Rossi
Luca Rossi
(58 articoli pubblicati)
Mister Gasperini

Più che i sette gol rifilati nella prima uscita stagionale alla Rappresentativa Valseriana, hanno fatto rumore domenica sera in casa atalantina le prime parole di Gasperini circa l'organico a disposizione in questi primi giorni di raduno. Il tecnico di Grugliasco si è confermato come d'abitudine schietto e senza troppi giri di parole: "Mancano almeno quattro giocatori importanti". Il Gasp non ci gira molto in torno e lancia così un importante segnale alla dirigenza, agitando ulteriormente le acque già mosse del tifo nerazzurro che da qualche settimana esprime un certo dissenso nei confronti di un mercato che ha visto in qui le uscite pesanti di titolari come Spinazzola e Caldara (previste già da oltre un anno) e Cristante (ormai nell'aria da tempo) e gli arrivi dei soli giovani di belle speranze come Reca, Varnier e Tumminello che non hanno acceso particolarmente il tifo bergamasco.

LE RAGIONI DEL GASP (E DELLA PIAZZA): ai più attenti non sarà sfuggito il fatto che proprio meno di un anno fa, coincidenza vuole proprio in occasione della prima uscita stagionale, lo stesso Gasperini pose all'attenzione la stessa problematica di una rosa incompleta questa volta appesantita dal fatto dell'incognita dei preliminari di Europa League che i nerazzurri non sapranno se dovranno disputare o meno fino al prossimo 19 luglio in cui è attesa la sentenza del Tas di Losanna sul'eventuale conferma o meno dell'esclusione del Milan dalle coppe. Trovarsi a dover giocare le prime partite dei preliminari con una rosa incompleta potrebbe nascondere insidie da non sottovalutare contro avversari che, pur sulla carta nettamente inferiori, potrebbero creare spiacevoli imprevisti a Gomez e compagni. Alleato fedele del mister non poteva che essere la piazza, in toto schierata con colui che ha portato l'Atalanta dove nessuno avrebbe mai pensato: ai malpancisti cronici e critici ad ogni costo che a volte paiono non vedere quanto di meraviglioso accaduto fin qui nella Bergamo calcistica (che non sarebbero soddisfatti nemmeno con l'arrivo di Messi e Ronaldo) si aggiungono a ragion veduta anche tifosi più equilibrati che non comprendono a ragione il motivo di questo immobilismo in chiave mercato e che aspettano con trepidazione qualche innesto di quelli giusti da affidare al tecnico atalantino.

LE RAGIONI DELLA SOCIETA': dall'altra parte invece c'è la società, che preferisce al momento mantener il profilo basso e silenzioso di chi forse è in attesa del momento giusto per colpire. D'altronde qualche obiettivo i Percassi lo hanno pure puntato, salvo poi incappare in imprevisti forse non programmati lungo il cammino: pensiamo alle indecisioni di Soriano (primo nome comparso a maggio per rimpiazzare Cristante dato in partenza), al gioco al rialzo dell'Udinese su Jankto che pareva praticamente già fatto salvo poi veder il prezzo inizialmente concordato schizzare alle stelle o Zapata per cui la Samp non ha perso tempo a sparare una cifra folle superiore ai 20 milioni di euro  una volta saputo dell'interesse atalantino; difficoltà forse non preventivate e che hanno così complicato il piano d'azione della dirigenza nerazzurra che probabilmente ora preferisce il silenzio e fatti concreti solo una volta che il tutto sarà nero su bianco. Impensabile quindi che i Percassi vogliano lasciare un organico indebolito a Gasperini: manca un mese abbondante all'inizio del campionato e quindi c'è tutto il tempo utile per trovare quei 3-4 elementi a rendere la Dea competitiva su ogni fronte.

LA VERITA' STA NEL MEZZO: il mio giudizio personale in questa vicenda penso vada riassunta in una sola parola: calma. Agitazione e preoccupazione a tratti eccessiva come quella vista in questi giorni avrebbero senso a ferragosto (cioè a pochi giorni dall'inizio del campionato), ma è altresi certo che la società debba intervenire con quegli innesti giusti a rendere competitiva la Dea: per il mister, e per i tifosi che vogliono continuare a sognare.

Genoa CFC v Atalanta BC - Serie A
Fonte: l'autore Luca Rossi

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