Atalanta: la “flop 3” delle annate con un’ottima partenza e un finale disastroso

Tre annate flop atalantine con partenza da sogno, ma con finale disastroso: addirittura con tanto di retrocessione in Serie B (e anche in C)

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(118 articoli pubblicati)
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In 110 anni di storia atalantina ne abbiamo viste di tutti i colori: tra annate tranquille, straordinarie (come quelle degli ultimi due anni) e anche sofferte. Se ci sono state delle annate in cui si partiva male e si finiva bene, in altri casi, ci sono state delle annate con delle ottime partenze (quasi da far sognare i tifosi), ma arrivi disastrosi: alcune con tanto di retrocessione. Ecco la flop tre delle annate atalantine partite bene, ma con finite male.

ATALANTA 1997-1998: L’ILLUSIONE DI 10 PUNTI IN 6 GARE – L’anno post Lentini-Morfeo-Inzaghi. Un’annata che parte alla grande, ma che finisce male, anzi, malissimo. Appena conclusa la stagione 1996-1997 c’è bisogno di rifare l’attacco, e l’Atalanta decide di puntare su Nicola Caccia e sul ventiduenne Cristiano Lucarelli: bomber dell’Under 21. Arrivano Orlando, Dundjerski, Englaro e Fontana. La prime due giornate fanno sognare i tifosi: 4-2 contro il Bologna e pareggio per 2-2 contro il Parma (con doppietta di Lucarelli). Le sconfitte casalinghe contro Sampdoria e Brescia non sono viste come una grande preoccupazione; anche perché vengono compensate dalle vittorie esterne contro Lazio (0-2) e Napoli (0-1), ma è dalla settima giornata che le cose cominciano a peggiorare: i nerazzurri conquistano 4 punti nelle prime 17 giornate. Nel girone di ritorno l’Atalanta supera in casa Napoli (1-0), Empoli (1-0), Fiorentina (1-0) e Bari (2-0), ma non basta: i nerazzurri perdono contro l’Udinese alla penultima giornata (in nove)e pareggiano contro la Juventus in casa per  1-1 e retrocedono; con il Piacenza che sbanca Lecce e si salva. Un’annata finita male con 32 punti in classifica, chiudendo il ciclo Mondonico.

ATALANTA 1993-1994: SOGNO AMARISSIMO CON GUIDOLIN – Siamo nel 1993 e il presidente Percassi è convinto di poter fare finalmente il salto di qualità. Dopo Lippi, arriva sulla panchina Francesco Guidolin: allenatore che nonostante i 38 anni, ha proposto squadre organizzate e offensive. Addirittura fu ingaggiato per 4,5 miliardi di lire il campione francese Franck Sauzée dal Marsiglia, ma non solo: arrivano anche Scapolo e rientra dal prestito Orlandini. C’è grande attesa intorno a questa nuova dimensione nerazzurra anche perché si passa al 4-4-2. Alla prima giornata di campionato i bergamaschi si impongono a Bologna (campo neutro) per 5-2 ai danni del Cagliari, con gol di Scapolo, Rambaudi e doppietta di Ganz. Ma è solo l’inizio della fine. Nelle successive sette giornate la Dea conquista solo due punti: con Guidolin che non riesce a gestire lo spogliatoio, e con Percassi che viene contestato. Dopo la sconfitta contro il Lecce viene esonerato: al suo posto Andrea Valdinoci con Prandelli. A febbraio si dimette anche il presidente che ha ceduto la società a Ruggeri. Intanto vengono fatti debuttare dei giovani (per esempio Morfeo), ma non basta: l’Atalanta retrocede con 21 punti in classifica.

ATALANTA 1980-1981: DI PADRE IN FIGLIO, MA E’ SERIE C – A fine annata 1979-1980, l’allora presidente Achille Bortolotti cede la carica di presidenza al figlio Cesare, ma con la paura che possa essere frenato dalla scarsa esperienza. Dopo la società ora tocca alla squadra: arriva Bolchi come allenatore(ex mediano della Dea) e vengono ingaggiati De Bernardi, Caputi, Messina, Rossi, De Biase, Mandorlini e Giorgi. I progetti ci sono e la partenza è ottima, ma quell’anno ci sono Milan e Lazio (in B per lo scandalo calcioscommesse). I nerazzurri sono trascinati dal bomber Lele Messina, ma quando si fa male le cose cambiano: la situazione piano piano precipita, ma nessuno, a partire dai giocatori, sembra volersene accorgere. Prova a dare una scossa la società che a fine andata esonera Bolchi e chiama Corsini. Anche lui parte bene, ma è solo un fuoco di paglia. E nel momento in cui ci si rende conto che la situazione è critica, ci si trova nel baratro della Serie C: penultimo posto con 30 punti e retrocessione dopo circa sessant’anni; anche se “l’inferno” durerà solo un anno.

Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

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