Antonio Percassi: il passato, il presente e il futuro dell’Atalanta

Oggi 9 giugno compie gli anni il presidente dell'Atalanta Antonio Percassi: prima l'esperienza del 1990, poi il ritorno nel 2010 fino ad arrivare all'Europa.

di Filippo davide Di santo
Filippo davide Di santo
(80 articoli pubblicati)
Antonio Percassi

Dal baratro di nove anni fa ai trionfi di oggi. Prima la Serie B, poi la doppia Europa con le lacrime versate di fronte a ottomila bergamaschi nell’ultima trasferta europea dell’anno in uno degli impianti più importanti del continente. Dal "So mia dientàt mat" al "Europa ri-eccoci". Oggi 9 giugno 2018 compie 65 anni il patron della società nerazzurra: il presidente Antonio Percassi. Un presidente che ha dato tanto, e che continuerà a dare, tanto all'Atalanta. Uno di quei presidenti che vorresti avere in qualunque società di calcio: tifoso, grintoso, con tanta esperienza alle spalle e dalla grande ambizione. Un presidente con la Dea nel cuore: prima come calciatore dal 1970 al 1977, poi come patron nella stagione 1990-1991 dopo la tragica morte di Cesare Bortolotti fino al 1994, e alla fine il ritorno nel 2010. Ecco la sua storia da presidente dell'Atalanta, partendo proprio da quel 1990.

IL VISIONARIO CHE PREVEDEVA I TEMPI: Estate 1990: con la tragica scomparsa di Cesare si chiude l'era della famiglia Bortolotti. Papà Achille, che pure assume momentaneamente la guida della società fino ad ottobre, quando l'imprenditore Antonio Percassi rileva la società. A pensarci adesso, era un visionario. In quei tre anni dal 90 al 94 fece scelte decisive per il calcio italiano a Bergamo: mentre tutti ridimensionavano i vivai, per tagliare i costi, lui aumentò l'investimento portando a Bergamo Mino Favini. I benefici sono ancora evidenti a distanza di anni. E mentre il calcio si beava dei primi denari in arrivo dai diritti televisivi, lui guardava oltre: percepiva quanto fosse importante il rapporto con i nuovi media e la nuova comunicazione. Andava molto avanti con i tempi: lo stadio moderno e confortevole (la tribuna Giulio Cesare è opera sua), pieno di famiglie che ci trascorrevano la giornata, abbinando lo shopping e il pranzo alla partita. Che doveva essere divertente , spettacolare, entusiasmante. Purtroppo nella stagione 1993-1994 fu condannato dai risultati nonostante la grande motivazione di voler fare il salto di qualità: prendendo un allenatore che dava gioco come Guidolin, e ingaggio di un campione come Sauzèe. A fronte anche della contestazione dei tifosi, si dimette il 23 febbraio: lasciando la società a Ivan Ruggeri. Con un'Atalanta in caduta verso la Serie B, ma è solo questione di tempo.

DALLE CENERI DEL 2010 ALL'EUROPA: gli intrecci del destino, fanno sì che l’ex presidente riprenda in mano le redini del club, proprio dove lo aveva lasciato: in B. L’Atalanta, dopo la presidenza Ruggeri e il grave problema di salute che ha colpito il patron Ivan e ha costretto i figli Alessandro e Francesca a scendere in campo, ha cambiato proprietà nell’estate del 2010 e da allora è successo di tutto. La prima stagione con Colantuono in Serie B, la promozione in Serie A con due anni di fila di penalizzazioni e lo scandalo calcioscommesse che ha chiuso la carriera di capitan Doni, e poi via via un crescendo di emozioni passando per Reja e arrivando fino al calcio spumeggiante di Gasperini che ha portato l'Europa dopo 26 anni di assenza.

AMBIZIONI PER RENDERE LA DEA GRANDE: senza tabelle alla mano, senza guardare troppo ai numeri e alle partite, per raccontare questi otto anni dei Percassi alla guida della Dea basta affidarsi ai ricordi. Il numero uno atalantino, il giorno dopo il passaggio di proprietà ha fatto piantare a Zingonia qualcosa come trecento piante d’alto fusto: agli occhi meno attenti questa mossa poteva sembrare un dettaglio stilistico di poco conto e invece è stata solo il primo intervento di un restyling del quartier generale nerazzurro che sta continuando anche oggi. Per non parlare poi dello stadio: diventato di proprietà l'anno scorso e pronto ad essere ristrutturato. Il settore giovanile si è rivitalizzato: lanciando giovani di prospettiva, incassando e reinvestendo nella squadra.

Ad Antonio Percassi vanno i più sentiti auguri: sperando di continuare a far diventare l'Atalanta una grande squadra con un futuro da Dea.

Percassi dopo l'acquisto della società
Fonte: l'autore Filippo davide Di santo

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.