Serie A 2018/19: promossi e bocciati (parte 6)

Tutte le sorprese, le conferme e le delusioni che hanno caratterizzato l'ultima stagione calcistica

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(137 articoli pubblicati)
Juventus v Atalanta BC - Serie A

TORINO: Salvo ribaltamenti di fronte decretati nelle aule dei tribunali competenti, anche quest'anno il Torino fallisce l'approdo in Europa. Nonostante Mazzarri sia riuscito a trovare la giusta quadratura del cerchio e ad aver fatto rendere al massimo una rosa talentuosa, ma molto ristretta numericamente parlando, è mancato giusto l'ultimo step per poter coronare il sogno, gettando tutto alle ortiche nella nefasta e decisiva trasferta di Empoli. Le note positive sono arrivate da un Belotti finalmente rinato e tornato a vestire l'azzurro della Nazionale, da un Sirigu che, come il buon vino, migliora invecchiando, dal duo N'Koulou-Izzo che ha mostrato un affiatamento di rara efficacia, da un Ansaldi riscopertosi multitasking e da dei Baselli e Berenguer finalmente decisivi. Le sorprese positive sono arrivate dai rendimenti di Aina, Lukic e Djidji, mentre hanno rappresentato una grande delusione Iago Falqué e Zaza, con prestazioni ben al di sotto delle aspettative. L'anno prossimo il Toro ci riproverà, ma senza capitan Moretti che ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. Prima di poter programmare la nuova stagione, il presidente Cairo deve prima sistemare il contenzioso con il ds Petrachi, desideroso di fare il grande salto alla Roma. Voto 7.

UDINESE: La stagione dell'Udinese ha le sembianze di un film già visto: una squadra che annaspa per quasi tutto l'anno a ridosso della zona retrocessione sotto le gestioni di Velazquez e Nicola, poi in panchina arriva Igor Tudor e salva capra e cavoli inanellando una serie di risultati utili consecutivi nel finale di stagione. Resta ancora un mistero perché il presidente Pozzo non abbia confermato Tudor sin dall'inizio della stagione dopo la salvezza conquistata l'anno prima, ma meglio tardi che mai. Eppure il tecnico croato non è stato l'unico artefice di questa salvezza: gli arrivi nel mercato di riparazione di Zeegelaar, Okaka e De Maio sono risultati decisivi nell'economia della stagione dei friulani, insieme agli exploit di Troost-Ekong, Musso e Pussetto e alle solite deliziose prestazioni di un De Paul sempre più determinante. Chi ha deluso un po' le aspettative è stato Lasagna, meno incisivo rispetto alla scorsa stagione, Teodorczyk, fin troppo vessato dai guai fisici, e anche Mandragora, le cui prestazioni non hanno reso molta giustizia all'investimento fatto dal patron Pozzo. In vista della prossima stagione, molto probabilmente non ci sarà De Paul, il quale dopo la Coppa America con l'Argentina chiederà sicuramente la cessione ad un club di fascia superiore, ma un'ossatura da cui ripartire sembra esserci ed è una cosa da non sottovalutare. Voto 6.       

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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